La rete di canali nel litorale leccese è in condizioni critiche, con solo un quarto della rete ripulita. Cittadini e consiglieri chiedono interventi urgenti e tempi certi per il ripristino delle idrovore.
Criticità idrauliche nel litorale leccese
L'acqua ristagna nelle campagne e nelle abitazioni. Il sistema idraulico del litorale leccese è fragile. Le aree interessate vanno da San Cataldo a Frigole, toccando Torre Chianca. La rete di canali di bonifica non è efficiente. La situazione è critica, con impianti fermi e zone allagate.
Il dato emerso è preoccupante. Solo 10 chilometri di canali sono stati manutenuti. Il totale da bonificare è di 40 chilometri. Questo risultato è considerato insufficiente da più parti. La questione è stata discussa durante la Commissione Ambiente. La presidente Fabiola De Giovanni ha ascoltato i rilievi. La situazione resta critica, con impianti fermi e aree allagate.
Interventi del Consorzio e critiche politiche
Il commissario straordinario del Consorzio di Bonifica Centro-Sud Puglia, Francesco Ferraro, ha difeso l'operato. Ha parlato di un piano straordinario già avviato. La macchina organizzativa è pronta a intensificare gli interventi. «Abbiamo un piano di manutenzione straordinaria su tutti i canali tra San Cataldo e Frigole», ha dichiarato Ferraro. Ha evidenziato la disponibilità di nuove attrezzature. Ha anche menzionato le difficoltà legate alle autorizzazioni. Queste sono necessarie nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico.
Il problema ha radici storiche e territoriali. Le marine leccesi sorgono in aree depresse. Un tempo erano zone paludose. La bonifica è avvenuta nel secolo scorso. Si basava su un complesso sistema idraulico. Questo includeva canali, bacini e idrovore. Questo equilibrio si è incrinato negli anni. «C’è stata una manutenzione mediocre e scarsa», ha ammesso Ferraro. È alla guida del consorzio dal 2024. Ha indicato tra le cause l'urbanizzazione selvaggia. Questa non ha rispettato i criteri idraulici originali. Opere moderne ostacolano il deflusso delle acque.
Richieste di tempi certi e trasparenza
Il consigliere di maggioranza Alessio Poso ha definito la situazione insostenibile. «I contribuenti pagano da anni per interventi che non vedono», ha affermato. «Non esiste un cronoprogramma chiaro mentre le case restano allagate». Ha sottolineato le priorità: «Prima bisogna ripulire davvero i canali e poi avviare gli interventi strutturali. Oggi la priorità è far funzionare le pompe».
Anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea Pasquino, ha espresso preoccupazione. Ha chiesto tempi certi per il ripristino degli impianti. Ha sollecitato maggiore trasparenza sulle attività in corso. Il problema principale resta la funzionalità delle idrovore. Quelle di Frigole e Vernole sono fondamentali. Servono a evitare il ristagno dell'acqua nei canali. «Il sistema non funziona quando i canali sono ostruiti o quando gli impianti non sono operativi», ha spiegato Ferraro. Ha aggiunto che strade senza pendenze adeguate o recinzioni costruite senza criterio bloccano il deflusso naturale.
Proposte e rassicurazioni sul futuro
È stata proposta una collaborazione con il Comune. L'obiettivo è individuare e rimuovere gli ostacoli. Si prevede un monitoraggio tecnico condiviso. Questo dovrebbe ripristinare l'efficienza dell'intero sistema. Il Consorzio prova a rassicurare sui tempi. «Confido che entro l’autunno l’idrovora entri in funzione», ha assicurato il commissario. Ha menzionato squadre operative già attive tra Lecce e Vernole.
Mentre si attende la riattivazione degli impianti e il completamento degli interventi, il territorio continua a subire allagamenti. I disagi sono aggravati dalle foci dei canali insabbiate dalle mareggiate. Questi sono segnali di una fragilità strutturale. Non si risolve con interventi tampone. Serve una programmazione rigorosa. Questa deve unire manutenzione, pianificazione urbanistica e tutela ambientale. Gli impegni annunciati devono tradursi in risposte concrete per cittadini e imprese.
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