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Oltre 972 ettari di vegetazione pugliese sono andati in fumo a causa degli incendi. L'Ordine dei geologi avverte di un crescente pericolo di frane e alluvioni nelle aree colpite. Sono urgenti interventi di mitigazione e pianificazione post-incendio.

Rischio idrogeologico post-incendio in Puglia

Un grave allarme giunge dalla Puglia riguardo all'ondata di incendi che sta devastando il territorio. Il presidente dell'Ordine dei geologi, Giovanni Caputo, ha segnalato la distruzione di circa 972 ettari di vegetazione.

La combustione della vegetazione compromette la stabilità del suolo. Diminuisce infatti la sua coesione superficiale. Questo fattore accelera l'erosione del terreno. Aumenta anche l'apporto di sedimenti nei corsi d'acqua.

Il rischio di frane è una preoccupazione concreta. La degradazione delle radici indebolisce i versanti. Cambiano le proprietà idrauliche del suolo. L'infiltrazione dell'acqua diminuisce, mentre il ruscellamento aumenta. Questo scenario favorisce i fenomeni franosi, specialmente su pendii ripidi o con suoli sottili.

Interventi urgenti per mitigare i danni

I geologi pugliesi evidenziano la necessità di azioni immediate. Sono indispensabili interventi di mitigazione. È fondamentale una pianificazione post-incendio. L'obiettivo è ridurre il rischio di frane e alluvioni nei mesi successivi agli incendi.

Dati provvisori indicano che, tra giugno e luglio, sono bruciati circa 972 ettari. Le aree più colpite si trovano nelle province di Taranto e Lecce. Queste informazioni provengono da fonti regionali e dal servizio europeo Effis/Copernicus.

La Regione Puglia ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per incendi boschivi. La misura è valida dal 15 giugno al 15 settembre 2026. Sono state attivate le procedure operative del servizio Antincendio boschivo.

Aumento del rischio di alluvioni improvvise

Si registra anche un incremento del rischio di alluvioni lampo. La ridotta capacità del terreno di assorbire l'acqua è un fattore critico. L'aumento dei sedimenti favorisce colate detritiche improvvise. Si innalza il rischio idraulico a valle degli eventi.

Per questo motivo, è essenziale una rapida mappatura delle aree interessate dagli incendi. Sono necessari interventi di stabilizzazione immediata. Dove opportuno, si devono realizzare opere leggere. Queste serviranno a limitare il trasporto di materiale solido e le colate di detrito.

L'Ordine dei geologi si dichiara disponibile a fornire il proprio supporto tecnico. Offrono competenze per la mappatura geologica e dei rischi. Possono valutare i versanti e progettare interventi di emergenza e consolidamento.

Le conseguenze degli incendi sulla stabilità del territorio sono serie. La collaborazione tra istituzioni e professionisti è cruciale. Si mira a prevenire ulteriori danni e a proteggere le comunità.

Domande frequenti

Quali sono le aree della Puglia più colpite dagli incendi?

Le aree più colpite dagli incendi in Puglia, secondo i dati provvisori, sono le province di Taranto e Lecce.

Quali rischi comportano gli incendi per il territorio pugliese?

Gli incendi in Puglia aumentano il rischio di frane e alluvioni. La combustione della vegetazione riduce la coesione del suolo, favorisce l'erosione e l'apporto di sedimenti ai corsi d'acqua, e altera le proprietà idrauliche del terreno.

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