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La prossima stagione agricola si prospetta disastrosa per i produttori di grano duro in Basilicata. Il calo dei prezzi, l'aumento dei costi e le importazioni dall'estero mettono a rischio le aziende locali.

Crisi del grano duro in Basilicata

Il settore cerealicolo lucano sta affrontando una congiuntura economica estremamente difficile. Le prospettive per la prossima campagna si delineano come tra le peggiori mai registrate a livello commerciale. Questo scenario preoccupante è alimentato da molteplici fattori che minacciano la sostenibilità delle imprese agricole del territorio.

Il crollo delle quotazioni del grano duro, definito il 'cereale nobile', rappresenta una delle cause principali di allarme. Dopo un periodo di relativa stabilità, i prezzi di questo prodotto fondamentale hanno ripreso una traiettoria discendente. Tale diminuzione contrasta nettamente con l'incremento dei costi di produzione, che grava sempre più pesantemente sui bilanci aziendali.

A ciò si aggiunge l'impatto delle politiche commerciali internazionali. L'accordo tra Unione Europea e Mercosur facilita l'ingresso nel mercato europeo di prodotti agricoli provenienti dal Sud America. Questa apertura commerciale, secondo le associazioni di categoria, rischia di penalizzare ulteriormente i produttori locali, già alle prese con difficoltà interne.

Appello per filiere locali più forti

Le preoccupazioni per la tenuta economica delle aziende agricole sono state espresse con forza da Saverio Carlucci, rappresentante di Cia Lavello. Egli ha evidenziato come, parallelamente alla discesa dei prezzi del grano duro, si assiste a un aumento significativo dei costi finali di prodotti come pasta e pane. Questa discrepanza solleva interrogativi sulla catena del valore e sulla distribuzione dei profitti.

Leonardo Moscaritolo, presidente regionale di Cia Basilicata, ha lanciato un appello urgente per interventi mirati. La sua richiesta principale riguarda il potenziamento dei controlli lungo tutta la filiera agroalimentare. L'obiettivo è impedire che prodotti di dubbia provenienza o conservati in modo non idoneo possano contaminare il mercato italiano, mettendo a rischio la qualità e la sicurezza.

Moscaritolo sottolinea la necessità di rafforzare le filiere locali. Questo significa promuovere la produzione e il consumo di prodotti del territorio, garantendo al contempo trasparenza nei meccanismi di formazione del prezzo. L'associazione auspica la costruzione di modelli economici più equi e sostenibili.

Questi nuovi modelli dovrebbero essere capaci di bilanciare la redditività per gli agricoltori con la qualità delle produzioni e lo sviluppo dei territori lucani. La salvaguardia del settore cerealicolo è vista come fondamentale per l'economia e l'identità della regione.

Domande e Risposte

Perché il prezzo del grano duro sta scendendo?

Il prezzo del grano duro sta scendendo a causa di una combinazione di fattori. Tra questi, il calo delle quotazioni di mercato, l'aumento dei costi di produzione per gli agricoltori e l'incremento delle importazioni da paesi extra-UE, facilitate da accordi commerciali.

Cosa chiedono le associazioni di categoria per il settore cerealicolo?

Le associazioni di categoria, come Cia Basilicata, chiedono principalmente il rafforzamento delle filiere locali, una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e un potenziamento dei controlli sulla qualità e tracciabilità dei prodotti importati. L'obiettivo è garantire maggiore redditività e sostenibilità alle aziende agricole del territorio.