Il consigliere regionale Roberto Cifarelli critica l'inerzia della Giunta Bardi di fronte al caporalato, citando recenti tragedie e chiedendo interventi concreti per l'inclusione dei lavoratori.
Appello contro il silenzio e l'inazione
Le parole del vescovo Francesco Savino, vicepresidente della Cei, risuonano con forza. Il consigliere regionale Roberto Cifarelli le fa proprie, chiedendo di porre fine al «silenzio sporco delle convenienze». La recente tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti pakistani hanno perso la vita, è un monito. Questo evento, come la morte di lavoratori indiani sulla Val d'Agri, evidenzia una grave responsabilità istituzionale. Non si tratta di semplice cronaca, ma di un giudizio sulla capacità di accoglienza della Basilicata.
Cifarelli esorta la Giunta Bardi a uscire dall'immobilismo. È necessario rispondere all'appello della Chiesa e dei sindacati. L'urgenza è massima, in vista della prossima stagione dei raccolti estivi. La classe dirigente ha il dovere di superare la zona grigia di omertà e ritardi. Il vescovo ha giustamente smascherato questa situazione.
Incompiutezza e responsabilità regionali
Già nel febbraio del 2025, Cifarelli, allora alla presidenza della Seconda Commissione Consiliare, aveva promosso audizioni. L'obiettivo era monitorare i flussi finanziari e denunciare lo stallo dei centri d'accoglienza. I fondi necessari erano disponibili. Oggi, le strutture di Boreano a Venosa, Gaudiano a Lavello, l'ex Tabacchificio di Palazzo San Gervasio e il Metapontino a Scanzano Jonico rimangono incompiute. Questo è il simbolo di un'amministrazione regionale che ha tollerato l'inaccettabile.
Il caporalato è una struttura criminale. Prospera dove lo Stato interviene tardi. Non si tratta solo di edilizia, ma della tenuta democratica e civile della regione. È fondamentale sbloccare i cantieri finanziati. Occorre creare un piano di trasporti pubblici e legali. Questo serve a sottrarre i lavoratori ai furgoni dei caporali. La Basilicata deve attivare percorsi reali di inclusione.
Richiesta di inclusione e dignità
Chi lavora la terra lucana deve poter imparare la lingua. Deve avere accesso ai servizi e sentirsi riconosciuto come persona. Non deve essere sfruttato come manodopera anonima. Cifarelli parteciperà alla manifestazione nazionale ad Amendolara. Sarà al fianco della Flai Cgil. Vuole testimoniare l'esistenza di una parte delle istituzioni lucane. Questa parte è decisa a rompere il silenzio. È determinata a combattere lo sfruttamento. Pretende che la dignità della persona torni al centro dell'azione politica.
Le tragedie che hanno colpito lavoratori stranieri in Basilicata non possono più essere ignorate. L'appello è chiaro: serve un cambio di passo. La Giunta regionale deve agire concretamente. L'obiettivo è garantire condizioni di lavoro dignitose e percorsi di integrazione efficaci. La lotta al caporalato è una battaglia per la civiltà e la democrazia.
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