La Regione Lazio ha approvato un nuovo piano per la gestione dei rifiuti. L'obiettivo è aumentare la raccolta differenziata oltre il 70% e ridurre il conferimento in discarica, prevedendo impianti specifici per provincia.
Approvato il piano regionale per la gestione dei rifiuti
La Giunta regionale del Lazio ha dato il via libera a un piano ambizioso per la gestione dei rifiuti. L'obiettivo principale è incrementare la raccolta differenziata. Si punta a superare il 70% entro cinque anni. Verrà anche ridotto del 6% il quantitativo di rifiuti destinati alle discariche. Questo piano prevede la realizzazione di infrastrutture chiave per raggiungere l'autosufficienza.
Saranno costruiti due termovalorizzatori. Uno è già operativo a San Vittore. L'altro impianto è previsto nella zona di Roma. Inoltre, verranno individuate quattro discariche. Una sarà destinata a ciascuna delle province laziali. Questo approccio mira a chiudere il ciclo dei rifiuti a livello regionale.
Sfide e criticità del nuovo piano rifiuti
Nonostante l'approvazione, il piano presenta ancora diverse questioni da risolvere. Il nodo più complesso riguarda l'inceneritore da realizzare a Santa Palomba, voluto dal sindaco di Roma. Il presidente della Regione, Francesco Rocca, ha dato il suo assenso. Tuttavia, ha posto una condizione precisa. Il sindaco di Roma deve rispettare gli impegni presi riguardo alla viabilità ferroviaria per raggiungere l'impianto. Rocca ha evidenziato le problematiche della via Ardeatina. Questa strada non sarebbe in grado di sopportare il traffico di 1.500 veicoli pesanti giornalieri. Questi mezzi sarebbero necessari per il conferimento di 600mila tonnellate di rifiuti.
La nuova sfida nella gestione dei rifiuti è appena iniziata. Si prevedono tempi lunghi per l'approvazione definitiva. Le stime parlano di un periodo tra i 6 e gli 8 mesi. Questo iter dovrà includere pareri tecnici e il consenso dei territori coinvolti. L'approvazione finale richiederà un'attenta valutazione.
Obiettivi di autosufficienza e critiche politiche
Il presidente Francesco Rocca ha sottolineato che questo è solo un primo passo. Il piano arriva 13 anni dopo la chiusura di Malagrotta, un tempo la discarica più grande d'Europa. Il nuovo piano mira a risolvere alcune criticità emerse a causa del fallimento della precedente gestione. La gestione precedente, guidata da Leodori e Zingaretti, aveva richiesto l'intervento del governo con un commissariamento. Il nuovo piano punta all'autosufficienza regionale. L'obiettivo è chiudere definitivamente il ciclo dei rifiuti. Rocca ha dichiarato: «Basta con questi viaggi della disperazione che trasportavano rifiuti in altre parti d'Italia se non all'estero».
Per raggiungere questi obiettivi, è necessario superare la mentalità del «non nel mio giardino». Il presidente ha affermato di non volersi far ricattare da questa posizione. Pertanto, ogni provincia dovrà avere la propria discarica. Una discarica è già operativa a Viterbo. Questa servirà anche il territorio di Rieti. Le altre discariche saranno realizzate ad Aprilia, Roccasecca e Civitavecchia. Quest'ultima località potrebbe diventare un nuovo punto di scontro. La Regione ha comunicato che a Civitavecchia confluiranno anche i rifiuti trattati nell'area di Roma Capitale. Rocca ha precisato che era compito del sindaco Gualtieri individuare le aree necessarie.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il gruppo regionale del Pd ha definito il piano un «altro fallimento di Rocca». Hanno criticato i tempi procedurali lunghi e la fine imminente della legislatura. Il Movimento 5 Stelle Lazio ha parlato di «medioevo ambientale». Hanno criticato la scelta di privilegiare l'incenerimento rispetto all'economia circolare. Marietta Tidei di Italia Viva ha sollevato preoccupazioni sui tempi. Ha anche evidenziato come il piano penalizzi i territori più fragili, come Viterbo e Civitavecchia. I consiglieri di Fratelli d'Italia hanno invece elogiato la giunta Rocca. Hanno affermato che Viterbo non sarà più la «pattumiera del Lazio». Hanno attribuito il fallimento alla precedente amministrazione Zingaretti. Mario Luciano Crea, capogruppo della Lista civica Rocca, ha difeso il piano. Lo ha definito «strutturato e realistico» per superare criticità vecchie di anni.
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