Economia

Nucleare, Sogin rilancia: «Ripristinare vecchie centrali»

15 marzo 2026, 16:16 3 min di lettura
Nucleare, Sogin rilancia: «Ripristinare vecchie centrali» Immagine da Wikimedia Commons Latina
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Sogin: la proposta di Artizzu per l'energia nucleare

L'Italia potrebbe tornare protagonista nel settore energetico attraverso il ripristino delle centrali nucleari dismesse. Questa la proposta lanciata da Gian Luca Artizzu, amministratore delegato di Sogin, la società pubblica incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi.

Artizzu vede nel nucleare una leva fondamentale per evitare l'irrilevanza industriale del Paese e per raggiungere ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione, sull'esempio di quanto già avviene in Francia. L'obiettivo è garantire competitività alle imprese italiane, dotandole di processi produttivi a basse emissioni.

Indipendenza energetica e sfide globali

La proposta di Artizzu giunge in un momento di forte instabilità geopolitica, con ripetuti shock petroliferi che hanno storicamente evidenziato la dipendenza dell'Italia da fonti energetiche estere. Nonostante il referendum del 2011 abbia sancito la rinuncia al nucleare, il dibattito sulla necessità di un'indipendenza energetica è sempre aperto.

L'adesione dell'Italia all'impegno internazionale per triplicare la capacità nucleare globale, annunciata dal Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, segna una potenziale svolta. La futura legge delega sarà cruciale per la programmazione nazionale in questo settore.

Un mix energetico per il futuro

Artizzu sottolinea l'importanza di un approccio basato su un mix energetico diversificato, senza mettere in competizione le diverse fonti. Le previsioni indicano un raddoppio del consumo energetico entro il 2050, spinto dalla crescita industriale, dalla mobilità sostenibile e dall'espansione dei data center.

In questo scenario, il nucleare si configura come una fonte indispensabile, sostenibile e sicura, con un impatto di CO2 per chilowattora inferiore rispetto ad altre opzioni. Un impianto nucleare, inoltre, ha una durata di vita di 80 anni, a fronte dei 20 di un impianto fotovoltaico.

Il paradosso italiano e le nuove tecnologie

L'Italia si trova in una situazione paradossale: vanta un'industria nucleare di eccellenza all'estero e il più grande polo di ingegneria nucleare d'Europa al Politecnico di Milano, ma non dispone di centrali operative sul proprio territorio. Questo ha comportato la perdita di generazioni di professionisti nel settore.

Tuttavia, Sogin eccelle nello smantellamento delle quattro centrali dismesse presenti in Italia: Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano (Caserta), oltre a siti legati al ciclo del combustibile e un reattore sperimentale a Ispra.

Artizzu evidenzia come lo smantellamento non precluda la costruzione di nuovi impianti, come gli Small Modular Reactor (SMR) di terza generazione. Questi reattori potrebbero essere affiancati da data center, sfruttando il calore di scarto per applicazioni industriali o agricole, e in futuro, con la quarta generazione, alimentare anche settori energivori come le acciaierie.

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