Il commercio di vicinato a Latina affronta una grave crisi con un aumento di negozi chiusi e locali sfitti. Confesercenti ha chiesto un tavolo di confronto con Comune e Regione per discutere soluzioni urgenti.
Crisi del commercio di vicinato a Latina
Il settore del commercio di prossimità nel capoluogo pontino e nella sua provincia sta attraversando un momento critico. Questa situazione è emersa chiaramente durante un incontro convocato da Confesercenti Latina. L'associazione ha espresso serie preoccupazioni riguardo alle difficoltà che le attività commerciali stanno incontrando. L'incontro ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo.
Erano presenti la sindaca di Latina, Matilde Celentano, e l'assessore alle Attività Produttive, Antonio Cosentino. Presente anche Simona Mulè, presidente della Commissione competente. Hanno partecipato anche Vittorio Sambucci, presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Lazio. C'era Massimo Passamonti, membro del CdA della Fondazione “Latina 32”. L'assessore all'Ambiente Michele Nasso e il presidente della Commissione Bilancio del Comune di Latina, Mario Faticoni, hanno anch'essi preso parte all'incontro.
Le criticità evidenziate da Confesercenti
Durante la riunione, Ivan Simeone, coordinatore provinciale di Confesercenti, ha presentato un'analisi dettagliata. Il documento illustrava le problematiche diffuse nel commercio locale. Simeone ha sottolineato la necessità di interventi rapidi per evitare la cosiddetta «desertificazione commerciale». Questo fenomeno porterebbe alla scomparsa delle piccole attività sul territorio.
Tra le proposte avanzate, spicca l'adozione di un Piano del Commercio. Questo strumento è considerato essenziale per una pianificazione equilibrata. Dovrebbe definire il rapporto tra grandi centri commerciali e negozi di prossimità. Altra misura richiesta è quella di calmierare i canoni di locazione degli immobili commerciali. L'obiettivo è ridurre l'impatto dei costi fissi sulle imprese.
Dati allarmanti sul commercio locale
I dati presentati dipingono un quadro preoccupante per il commercio di vicinato. A livello regionale, il Lazio mostra indicatori positivi generali. Il tasso di occupazione si attesta al 64,3%. Si registra anche una crescita del tessuto imprenditoriale del +2,07%. Tuttavia, il comparto del commercio di prossimità si rivela essere il più fragile.
Nella provincia di Latina, nel 2025, operavano 13.736 attività commerciali. Il saldo tra nuove iscrizioni e chiusure è negativo. Questo indica una tendenza alla diminuzione delle imprese attive. Nonostante una crescita significativa del settore turistico, considerato strategico, il commercio tradizionale sta subendo un rallentamento.
Un dato particolarmente allarmante riguarda l'e-commerce. Le attività commerciali online sono aumentate del 76,2% rispetto al 2020. Questo evidenzia un cambiamento nelle abitudini di acquisto dei consumatori e una forte concorrenza per i negozi fisici.
Situazione specifica del centro di Latina
Nella città capoluogo, nel 2025, le attività commerciali totali erano 3.842. Di queste, 2.016 operavano nel commercio al dettaglio. Altre 1.269 erano all'ingrosso. Infine, 557 attività erano nel settore autoveicoli. È stata però registrata una marcata diminuzione delle attività commerciali nel centro cittadino.
Questo calo si accompagna a un numero crescente di locali commerciali sfitti. La mancanza di negozi rende le aree centrali meno attrattive per residenti e turisti. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla presenza di numerosi dirigenti dell'Associazione. Susanna Gloria Mancinelli, presidente provinciale di Confesercenti, Massimo Ceccarini, vicepresidente, e Matteo Tulli, delegato dei giovani imprenditori, hanno espresso forte preoccupazione.
Hanno sottolineato la necessità di rendere la città più attrattiva anche per i grandi marchi. La presenza di vie e quartieri con pochi negozi non è solo un problema economico. Rappresenta anche un tema di sicurezza sociale. Aree poco frequentate possono diventare più vulnerabili.
Richieste e proposte per il futuro
Tra le richieste avanzate da Confesercenti, vi sono interventi sulla fiscalità locale. In particolare, si chiede una revisione della Tari (Tassa sui Rifiuti). È stata anche lanciata una proposta da Silvano Moretto, storico commerciante di Latina e membro della Segreteria di Confesercenti Latina. La proposta mira a valutare la possibilità di prelazionare una percentuale di attività nei centri commerciali. Queste attività potrebbero essere destinate a sostenere i negozi locali.
L'assessore Cosentino e la presidente della Commissione Mulè hanno mostrato condivisione sull'importanza di sostenere il commercio locale. Hanno illustrato le azioni già intraprese. Hanno anche delineato i primi passi per la definizione del Piano del Commercio. Questo piano sarà oggetto di confronto con le parti sociali. Dovrà integrarsi con le politiche urbanistiche e della mobilità della città.
La sindaca Celentano ha ribadito il valore del dialogo costante con le rappresentanze del settore. Ha sottolineato l'importanza dell'ascolto, nel rispetto delle procedure amministrative. I negozi, ha evidenziato, sono parte integrante della memoria storica del territorio. L'amministrazione sta lavorando per valorizzare gli edifici di fondazione. Si punta anche a rilanciare il mercato annonario del centro attraverso un progetto di finanza.
Iniziative regionali e potenziale turistico
Vittorio Sambucci ha illustrato le iniziative regionali a sostegno delle attività produttive. Ha posto particolare attenzione alle reti d'impresa e al commercio su strada. Ha inoltre evidenziato la necessità di potenziare il settore turistico. Questo può avvenire valorizzando le potenzialità del territorio. Lo sviluppo di filiere strategiche come il florovivaismo e l'enogastronomia, inclusa la promozione del comparto vitivinicolo, è fondamentale.
Il turismo è visto come un potenziale volano di sviluppo per Latina. La promozione di eventi di qualità e ricorrenti può rafforzare l'identità locale. Questi eventi attraggono visitatori e stimolano l'economia locale. La collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria è cruciale per affrontare queste sfide.