Tre detenuti minorenni dell'Istituto Penale per Minorenni dell'Aquila hanno ingerito frammenti di ceramica e pile, finendo ricoverati. L'episodio solleva nuove preoccupazioni sulle condizioni della struttura, con sindacati e politici che chiedono interventi urgenti.
Criticità nell'istituto penale per minori dell'Aquila
Nel pomeriggio del 10 aprile, tre giovani ospiti dell'Istituto Penale per Minorenni dell’Aquila hanno compiuto un gesto estremo. Hanno ingerito frammenti di ceramica e alcune pile. I ragazzi sono stati immediatamente trasportati d’urgenza all’ospedale****San Salvatore. Questo grave incidente riaccende i riflettori sulle condizioni della struttura detentiva.
Attualmente, i tre giovani sono ricoverati sotto stretta sorveglianza. Agenti della polizia penitenziaria li piantonano in ospedale. Sul posto sono intervenuti anche la comandante di reparto e la direttrice dell’istituto. Le loro condizioni di salute sono costantemente monitorate dai sanitari.
Sindacato denuncia condizioni intollerabili
Il sindacato di categoria FSA CNPP-SPP ha definito la situazione «*assurda e intollerabile*». L'organizzazione sindacale sottolinea come, dalla riapertura dell'istituto aquilano, si siano verificate numerose criticità. Queste riguardano sia l'organizzazione interna che le strutture fisiche e la carenza di personale.
«*Questo è solo uno dei tanti eventi critici verificatisi in meno di un anno*», ha dichiarato il sindacato. «*Il personale è quotidianamente esposto a rischi elevati e a carichi di lavoro sempre più gravosi, in un contesto operativo complesso*».
L'episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione nel sistema della giustizia minorile. Recentemente, si è tenuto un incontro tra i vertici del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e il sottosegretario alla Giustizia **Andrea Ostellari**. L'incontro è stato convocato anche a seguito di recenti evasioni, come quella dal carcere minorile di Bologna.
Durante l'incontro, la FSA CNPP-SPP ha ribadito il proprio dissenso sulla gestione delle strutture periferiche. Hanno chiesto un cambio di rotta immediato. «*Non basta riaprire istituti come L’Aquila, Bologna o Rovigo se questi presentano già evidenti problematiche. Servono progettualità concrete e interventi strutturali in grado di rispondere ai bisogni reali della comunità*».
Il sindacato propone il trasferimento della gestione della giustizia minorile sotto il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP). Questa mossa segnerebbe un cambiamento significativo nell'organizzazione del sistema.
Appello politico per interventi urgenti
L'Onorevole Stefania Pezzopane, consigliera comunale dell’**Aquila**, ha duramente criticato la gestione dell'istituto. Ha definito l'episodio «*la prova evidente del fallimento di un impianto politico e gestionale*».
«*Fin dalla sua apertura, i sindacati avevano denunciato criticità strutturali gravissime: carenza di organico, spazi insufficienti, condizioni operative al limite della sostenibilità e totale assenza di strumenti adeguati per la gestione del disagio minorile. Denunce puntuali, circostanziate, rimaste inascoltate*» ha affermato la Pezzopane.
Ha ricordato il suo impegno personale, chiedendo la convocazione di una commissione consiliare e promuovendo un ordine del giorno in Consiglio comunale. Questo atto, tuttavia, fu bocciato dalla maggioranza di destra. La motivazione addotta fu che «*non serviva*».
«*Oggi, alla luce dei fatti, quella scelta appare per ciò che è: una grave sottovalutazione politica di problemi evidenti*», ha aggiunto. La Pezzopane ha criticato la discrepanza tra la propaganda legata all'apertura dell'istituto e la realtà attuale. Ha sottolineato il silenzio istituzionale che ha accompagnato questi eventi.
«*Si è scelto di aprire senza garantire le condizioni per far funzionare la struttura*», ha concluso. Ha accusato la maggioranza di ignorare le segnalazioni dei giornali, dei sindacati e degli allarmi ripetuti. Ha evidenziato la mancata assunzione di responsabilità per quanto accade all'interno.
«*Non si tratta più di criticità isolate, ma di un sistema che sta perdendo il controllo della propria funzione*», ha affermato. Ha ribadito la necessità di affrontare le cause strutturali: sovraffollamento, carenza di personale, spazi inadeguati e assenza di un reale progetto educativo.
La Pezzopane ha posto una domanda retorica: «*Cosa deve ancora accadere perché si intervenga davvero?*». Ha definito inaccettabile l'ignoranza delle segnalazioni e l'inaugurazione di strutture senza garantirne il funzionamento. Ha criticato il sacrificio della sicurezza, della dignità del personale e del futuro dei minori sull'altare dell'indifferenza.
Ha annunciato la richiesta urgente di una nuova commissione consiliare con sindacati e responsabili della struttura. «*Non saranno tollerati rinvii o silenzi: servono risposte immediate e assunzioni di responsabilità precise. Vogliamo che il governo risolva i problemi della struttura*».
«*Il tempo delle rimozioni è finito. Ora è il tempo della verità e delle decisioni conseguenti*», ha concluso.