A L'Aquila si profila un nuovo costo per i servizi sociosanitari, con un impatto significativo sulle persone con disabilità e le loro famiglie. Le associazioni protestano contro la decisione.
Ritorna la compartecipazione ai costi dei servizi
La città de L'Aquila si trova nuovamente ad affrontare la questione della compartecipazione ai costi dei servizi sociosanitari. Questa misura, precedentemente rinviata, sembra destinata a diventare effettiva. Le associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità e le forze politiche di opposizione avevano già espresso forte dissenso.
Una comunicazione ufficiale datata 24 febbraio ha riacceso il dibattito. Gli uffici preposti alle politiche sociali del Comune de L'Aquila hanno sollecitato associazioni e cooperative. Devono fornire la documentazione Isee per calcolare gli importi dovuti. A partire dal prossimo 1° luglio, i cittadini che utilizzeranno questi servizi dovranno farsi carico del 30% del loro costo totale.
Critiche dall'opposizione: "Una vergogna assoluta"
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Pierpaolo Pietrucci, ha definito la decisione «una vergogna assoluta». In una nota rilasciata, ha espresso profonda delusione. Sperava che il rinvio di sei mesi servisse a trovare soluzioni alternative e strutturali. L'obiettivo era evitare ulteriori oneri per persone già fragili.
«Si è perso tempo prezioso senza agire», ha dichiarato Pietrucci. Ha criticato l'amministrazione per aver destinato risorse ad altri eventi. Ha menzionato il «Gran Prix Italia» e le iniziative legate alla candidatura a Capitale della Cultura. Ha sottolineato come il problema dei servizi sociosanitari sia rimasto irrisolto.
«Chiedere alle persone con disabilità o alle loro famiglie di contribuire al 30% delle spese non è un atto obbligatorio», ha ribadito il consigliere. Ha citato il Piano Sociale Regionale 2022-2024. Questo piano permette agli enti locali di richiedere una quota all'utente, ma non li obbliga a farlo. La decisione spetta al Comune, che può scegliere se aumentare la pressione fiscale o coprire i costi con fondi propri.
Proposta di stanziamento per coprire i costi
In un momento di presunta solidità finanziaria per il Comune, l'introduzione di questa nuova tassa appare inaccettabile. Pietrucci ha definito la scelta «crudele». Ha evidenziato le difficoltà che già affrontano molte famiglie. Queste includono l'incertezza sui servizi, la necessità di ricorrere a prestazioni private e l'impossibilità di curarsi per via dei costi elevati.
«Essere Capitale della Cultura dovrebbe riflettere un modello di civiltà», ha concluso Pietrucci. Ha affermato che tali scelte sono in netto contrasto con questo principio. I consiglieri comunali di minoranza avevano precedentemente presentato una mozione. Chiedevano uno stanziamento di 100.000 euro. L'obiettivo era coprire la compartecipazione ai costi a carico dei cittadini. Si attende di vedere se questa proposta verrà ripresa.
«Spero che la Commissione consiliare e l'intero Consiglio rivedano questa decisione», ha auspicato Pietrucci. Ha sottolineato l'importanza di agire nell'interesse dei più fragili. Ha anche invocato il rispetto della dignità della città de L'Aquila.