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La città de L'Aquila ha commemorato il diciassettesimo anniversario del devastante terremoto. Le celebrazioni si sono concentrate sul ricordo delle 309 vittime attraverso momenti di raccoglimento e gesti simbolici, evidenziando la resilienza della comunità.

Commemorazione a L'Aquila dopo 17 anni

Sono passati diciassette anni da quella tragica notte. Le vite di 309 persone furono spezzate nel crollo degli edifici. La loro casa, il luogo più sicuro, divenne una trappola mortale. Nonostante il tempo trascorso e i profondi cambiamenti subiti dalla città e dalla società, i cittadini de L'Aquila non hanno mai smesso di onorare la memoria dei defunti.

Le modalità di ricordo si evolvono, ma l'intensità del dolore rimane immutata. Quel sentimento si è trasformato nel corso degli anni in forza e coraggio. La comunità ha proseguito nel percorso di ricostruzione, non solo delle abitazioni ma anche della vita stessa. Una vita che, inevitabilmente, non sarà mai più la stessa.

Un faro azzurro illumina la notte del ricordo

In questa data significativa, L'Aquila ha reso omaggio alle sue vittime in modo diverso rispetto agli anni precedenti. Non si è svolta la tradizionale fiaccolata. Si è optato per un momento più intimo e sentito di commemorazione. Dal cortile di Palazzo Margherita, un potente faro azzurro è stato proiettato verso il cielo notturno.

Questo gesto simbolico ha rappresentato un tributo silenzioso e commosso. Ha unito la città in un abbraccio collettivo di dolore e speranza. La luce ha attraversato l'oscurità, portando con sé il ricordo di chi non c'è più. Un segno tangibile della memoria che persiste.

Momenti di raccoglimento e musica per le vittime

Le celebrazioni sono iniziate alle 21:00 presso la Villa Comunale, precisamente al Piazzale dell’Emiciclo. Qui, ai partecipanti sono stati distribuiti dei fiori. Un gesto semplice ma carico di significato. Poco dopo, alle 21:30, sotto il porticato dell’Emiciclo, le melodie dei Solisti Aquilani hanno accompagnato il ricordo. Hanno offerto un momento di profonda riflessione musicale.

Successivamente, la comunità si è spostata verso il Parco della Memoria. Questo luogo è stato allestito per custodire il ricordo delle 309 anime strappate alla città. Qui si è svolto il momento più toccante della serata. La comunità locale si è riunita nel luogo simbolo del lutto.

Il Parco della Memoria: braciere, nomi e fiori

Nel Parco della Memoria, è avvenuta l'accensione del braciere. Questo gesto simbolico è stato affidato a Daniele Ciuffetelli, rappresentante del Comune de L'Aquila. Ha simboleggiato la fiamma eterna della memoria. Subito dopo, sono stati letti i nomi dei 309 angeli de L'Aquila. Ogni nome è stato pronunciato con solennità.

Sono seguite riflessioni condivise, pensieri che hanno unito ulteriormente la comunità. Poco dopo la mezzanotte, i fiori precedentemente distribuiti sono stati deposti. Sono stati posizionati in corrispondenza dei nomi incisi sulla fontana del Parco. Un'azione collettiva che ha sigillato il ricordo.

Le parole dei familiari: dolore e comunità

«Questa notte è difficile per tutta una città, per un intero cratere. Viverla insieme e fare memoria condivisa è importante, vuol dire che la comunità si stringe», ha dichiarato Vincenzo Vittorini, esponente del Comitato dei Familiari delle Vittime del Sisma. Ha aggiunto: «Questa sera anche se la formula è cambiata, non sfiliamo ma ci ritroviamo, credo che aver aperto questa notte difficile con l’omaggio dei Solisti Aquilani alle vittime del sisma sia stata una cosa importante, un segno che apre il cuore».

L'Aquila, dunque, non dimentica chi non c'è più. Non dimentica quanto accaduto. Il dolore rimane impresso negli occhi e nei cuori di chi ha perso persone care. E di chi ha assistito a tali perdite. Ognuno affronta questo dolore a modo proprio. Con la speranza di poter dare una seconda possibilità. E con essa, una nuova vita a questa città e alla sua gente.