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Diciassette anni dopo il devastante terremoto, L'Aquila commemora le 309 vittime. Le istituzioni nazionali e locali si stringono alla comunità, rinnovando l'impegno per la ricostruzione e la memoria.

Commemorazione istituzionale per il sisma dell'Aquila

L'Italia ricorda il 6 aprile 2009. Quel giorno un sisma violento ha segnato profondamente L'Aquila e l'intera nazione. Le istituzioni si uniscono nel cordoglio per le 309 vittime. La premier Giorgia Meloni ha definito l'evento un trauma che «spezzò vite, comunità, abitudini». Ha sottolineato l'importanza di «continuare a esserci» con serietà. La regione ha mostrato «dignità e forza» nel rialzarsi.

Il Governo ribadisce il suo impegno. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di una «cicatrice indelebile». Ha ricordato il lavoro per restituire una casa a chi aveva perso tutto. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi definisce il 6 aprile una «ferita aperta». Ha espresso gratitudine ai soccorritori per il loro instancabile lavoro. Renato Brunetta, presidente del Cnel, vede nel territorio un esempio di «resilienza economica e sociale».

La memoria come dovere e speranza

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha reso un «deferente pensiero» alle vittime. La memoria, secondo lui, impone «dovere della responsabilità, della prevenzione e della solidarietà nazionale». Il Commissario Straordinario Guido Castelli ha evidenziato i progressi nella ricostruzione. La ricostruzione privata ha raggiunto l'85%. Questo percorso ha stimolato «innovazione amministrativa» e una nuova visione della città.

Le istituzioni locali partecipano attivamente. Il presidente di Regione Marco Marsilio ha dichiarato: «Nel ricordo del 6 aprile, L’Aquila si raccoglie nel silenzio e nella memoria». Ha reso omaggio alle vittime e ai loro familiari. La comunità è stata «ferita ma mai piegata». Questa data è un monito, un dolore e una responsabilità per l'Abruzzo.

«Ricordare significa custodire la verità di quanto accaduto», ha aggiunto Marsilio. Significa anche riconoscere la forza della città. La rinascita è frutto del «coraggio, della dignità e dell’amore della sua gente». L'impegno per una ricostruzione «piena, giusta e duratura» è rinnovato. La vicinanza va a chi ha sofferto. L'Aquila è simbolo di memoria, speranza e identità.

Sfide della ricostruzione e moniti per il futuro

Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci ha ricordato come il sisma abbia cambiato il DNA di una generazione. Ha invocato che la memoria non si limiti alle aule di giustizia. La vicenda della «commissione grandi rischi» è un punto dolente. Stefania Pezzopane, ex presidente della Provincia, definisce le vittime «martiri dell’incuria, della sottovalutazione». Ha promesso: «la memoria è amore che resiste. E oggi, più che mai, è anche responsabilità».

Emergono critiche sui ritardi della ricostruzione. La senatrice Silvia Fregolent (Italia Viva) denuncia: «Diciassette anni dopo il terremoto dell’Aquila ci sono ancora ragazzi che studiano nei moduli provvisori». Parla di un «fallimento dello Stato». La ricostruzione privata è all'80%, quella pubblica al 50%. Questo dato evidenzia un cammino ancora lungo.

«La tragedia de L’Aquila, come i terremoti del centro Italia del 2016, ci hanno insegnato che la prevenzione è tutto», ha affermato Fregolent. Ha ricordato l'iniziativa «Casa Italia» del governo Renzi. Oggi è necessario investire per mappare la sicurezza degli edifici. È il modo più concreto per ricordare le vittime. La commemorazione si lega all'impegno per un futuro più sicuro.