Cronaca

Ingegnere condannato per incarichi privati: restituisce 45mila euro

15 marzo 2026, 18:52 2 min di lettura
Ingegnere condannato per incarichi privati: restituisce 45mila euro Immagine da Wikimedia Commons Laquila
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Ingegnere aquilano sanzionato per incarichi professionali

Un ingegnere residente a L'Aquila, di 52 anni, è stato condannato dalla Corte dei Conti a restituire una somma considerevole per aver svolto attività professionali private senza la dovuta autorizzazione. L'uomo, ex ufficiale dell'Esercito, dovrà rimborsare circa 45.000 euro.

La decisione della magistratura contabile è scaturita dalla constatazione che l'ingegnere ha accettato ben 24 incarichi come libero professionista, tra cui progettazione, direzione lavori, collaudi e coordinamento della sicurezza. Queste attività sono state svolte mentre egli era ancora impiegato nel settore pubblico.

Violazione delle norme sugli incarichi extra-istituzionali

Secondo quanto accertato, l'ingegnere non avrebbe richiesto le necessarie autorizzazioni né al Ministero della Difesa né alla Regione Abruzzo prima di intraprendere tali lavori. La Corte dei Conti ha ritenuto il comportamento dell'uomo doloso, evidenziando la sua consapevolezza di infrangere le normative vigenti.

Le norme che regolano le attività extra-istituzionali per i dipendenti pubblici sono piuttosto stringenti, proprio per evitare conflitti di interesse e garantire l'imparzialità nell'esercizio delle funzioni pubbliche. L'ingegnere non ha potuto avvalersi di sentenze favorevoli o di leggi specifiche per giustificare la sua condotta.

La somma da restituire e i dettagli della condanna

La somma totale che l'ingegnere dovrà restituire ammonta a 44.138 euro, importo già stabilito in un precedente grado di giudizio. A questa cifra si aggiungono ulteriori 2.143 euro destinati al Ministero della Difesa e 1.920 euro alla Regione Abruzzo, specificamente legati ad alcuni degli incarichi contestati.

Non hanno avuto successo i tentativi di difesa basati su una sentenza del Consiglio di Stato del 2021, che aveva riconosciuto il diritto a un'aspettativa non retribuita per attività privata, né l'invocazione della cosiddetta legge Foti. La Corte ha confermato la responsabilità dell'ingegnere per aver operato in violazione delle disposizioni che disciplinano il rapporto di impiego pubblico.

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