Condividi

La conciliazione tra i medici di base dell'Abruzzo e la Regione è fallita. I medici confermano lo stato di agitazione, chiedendo trasparenza sui bilanci e risorse adeguate.

Fallito il confronto tra medici e Regione Abruzzo

Il tentativo di trovare un accordo sull'Accordo Integrativo Regionale (Air) si è concluso senza esito positivo. L'Air regola l'attività dei medici di medicina generale ed è fermo dal 2006. La riunione si è tenuta in Prefettura a L'Aquila.

La Regione non ha modificato la propria posizione. Non sono state garantite le risorse necessarie. Manca anche la trasparenza sui conti dell'assistenza territoriale. La Fimmg Abruzzo conferma lo stato di agitazione già proclamato.

La trattativa non riaprirà senza una nuova proposta economica. Servono anche dati chiari sui bilanci. Lo ha dichiarato Mauro Petrucci, segretario regionale della Fimmg Abruzzo. La sua posizione resta ferma.

Stato di agitazione confermato dai medici

Il muro contro muro con la Regione continua. Questo avviene nonostante le rassicurazioni dell'assessore alla Sanità Nicoletta Verì. Lei aveva espresso la volontà di accogliere le istanze dei medici. Ha però sottolineato la necessità di equilibrio.

L'equilibrio deve esserci tra le aspettative dei medici e i vincoli di bilancio. Vanno considerate anche le condizioni applicate da altre Regioni. La trattativa sull'Air era arrivata a un punto avanzato. C'era una proposta basata su iso-risorse condivise.

I medici erano pronti a sottoscrivere l'accordo. Successivamente, la Regione ha cambiato il quadro economico. Sono stati introdotti vincoli e tagli incompatibili. Questo ha determinato la rottura del tavolo negoziale.

Richiesta di trasparenza e risorse adeguate

Mauro Petrucci ha chiarito che non sono stati chiesti aumenti. La richiesta è di poter redistribuire le stesse risorse. L'obiettivo è aggiornare un accordo fermo da quasi vent'anni. Non saranno accettati accordi peggiorativi. I medici non chiedono di più, ma non sono disposti ad avere di meno.

Il punto centrale resta la trasparenza. I medici chiedono da tempo i bilanci disaggregati. Questi riguardano l'assistenza territoriale delle quattro Asl negli ultimi tre anni. È un passaggio indispensabile per capire come vengono utilizzate le risorse.

Senza questi dati, qualsiasi confronto rischia di essere privo di basi concrete. La situazione è già molto critica.

Rafforzare la medicina territoriale

Si continua a chiedere alla medicina territoriale di sostenere tagli. Questo avviene mentre a livello nazionale le riforme indicano la necessità opposta. Si dovrebbe rafforzare il territorio. Così si rischia di trasformare la sanità territoriale abruzzese in un sistema di serie 'B'.

Altre regioni vicine stanno investendo su questo modello. C'è carenza di medici. Aumentano le zone scoperte. Sempre meno giovani sono disposti a intraprendere questa professione. A fronte di maggiori responsabilità, non si possono ridurre le risorse.

La battaglia dei medici non è solo di categoria. Quando si indebolisce la medicina territoriale, a pagarne il prezzo sono i cittadini. Lo stato di agitazione è confermato e proseguirà la mobilitazione.

Senza un cambio di rotta, il rischio è compromettere la qualità e l'accessibilità delle cure in tutta la regione Abruzzo. La mobilitazione continuerà finché non ci saranno risposte concrete.