Famiglie abruzzesi con persone autistiche chiedono urgenti strutture residenziali. La mancanza di servizi adeguati costringe molti ad allontanarsi da casa, con costi elevati e disagi. Si sollecita la Regione a sbloccare fondi e pianificare nuove strutture.
Mancano strutture residenziali per autismo in Abruzzo
L'associazione Autismo Abruzzo Aps lancia un grido d'allarme. La regione Abruzzo soffre di una grave carenza di servizi residenziali e socio-sanitari. Questi sono indispensabili per ragazzi e adulti con autismo. La situazione attuale è insostenibile per molte famiglie.
Il presidente dell'associazione, Dario Verzulli, sottolinea il problema. La mancanza di strutture adeguate costringe i nuclei familiari a decisioni difficili. Spesso devono cercare soluzioni fuori dalla regione di residenza.
Un esempio concreto è il Nucleo Residenziale per l'Autismo di Montorio al Vomano. La Regione aveva autorizzato la sua creazione con una delibera specifica. Sono trascorsi mesi, ma i fondi necessari per attivare il servizio non sono ancora stati stanziati. Questa inerzia ha conseguenze dirette.
Solo nell'ultimo anno, l'ASL di Teramo ha dovuto organizzare il trasferimento di almeno tre persone autistiche in altre regioni. Questo dimostra l'urgenza della situazione e l'inefficacia delle attuali politiche regionali.
Il caso di Franco e l'urgenza dei fondi
La storia di Franco, un giovane di 29 anni con autismo severo, illustra bene il problema. Dopo la perdita del padre disabile, necessitava di un supporto maggiore. Il centro diurno di Montorio non era sufficiente a coprire le sue esigenze.
La madre di Franco aveva ottenuto l'autorizzazione dall'ASL teramana. L'obiettivo era l'inserimento del figlio nel Nucleo Residenziale per l'Autismo locale. Purtroppo, la mancata erogazione dei fondi da parte della Regione ha impedito l'apertura della struttura.
Di conseguenza, Franco è stato trasferito in Molise. I costi di questo trasferimento sono comunque a carico della Regione Abruzzo. Questo evidenzia un sistema inefficiente che genera spese aggiuntive senza risolvere il problema di base.
Dario Verzulli ricorda un'altra delibera regionale. Questa aveva aumentato alcuni posti in strutture esistenti. Tuttavia, non ha affrontato il nodo cruciale: la totale assenza di nuove strutture residenziali. Nessun nuovo progetto è previsto prima del 2028.
Appello alle istituzioni per un futuro certo
L'orizzonte temporale così lontano è inaccettabile. Le famiglie vivono ogni giorno il peso della cura dei propri cari. Le difficoltà riguardano allo stesso modo le province di L'Aquila e Pescara. La situazione è critica su tutto il territorio regionale.
Verzulli riconosce alcuni segnali positivi. Le commissioni Sanità e Vigilanza hanno riscontrato un'integrazione di fondi per l'autismo a favore dell'ASL 01 L'Aquila. Questo è un passo avanti, ma rappresenta solo una soluzione parziale.
Da qui nasce l'appello congiunto. Si chiede alla Regione Abruzzo di pianificare senza ulteriori ritardi l'erogazione dei fondi già approvati per il Nucleo di Montorio al Vomano. È fondamentale definire una programmazione chiara per le nuove strutture residenziali, con tempi certi.
Si sollecitano inoltre le quattro ASL della regione. Devono uniformare l'accesso ai servizi dedicati all'autismo. Infine, si coinvolge l'Anci Abruzzo. Si chiede che i Comuni partecipino attivamente alla co-progettazione dei servizi territoriali e residenziali.
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