Cronaca

Abruzzo: 199 aggressioni a sanitari nel 2025

15 marzo 2026, 22:40 2 min di lettura
Abruzzo: 199 aggressioni a sanitari nel 2025 Immagine generata con AI Laquila
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Aggressioni nel settore sanitario abruzzese

Nel corso del 2025, la regione Abruzzo ha registrato un preoccupante numero di 199 aggressioni ai danni di professionisti del settore sanitario e socio-sanitario. Questi episodi hanno coinvolto complessivamente circa 300 operatori, evidenziando una criticità diffusa all'interno del sistema di cura regionale.

I dati, provenienti dalla relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, delineano un quadro allarmante. Le aggressioni si sono verificate principalmente all'interno delle strutture ospedaliere, con una particolare concentrazione nei reparti di degenza e nei pronto soccorso.

Donne e infermieri nel mirino

Le statistiche rivelano una marcata vulnerabilità di alcune categorie professionali. Le donne rappresentano la maggioranza delle vittime, costituendo oltre il 70% dei casi totali. Tra le professioni, gli infermieri sono i più colpiti, subendo quasi il 60% delle aggressioni.

Seguono i medici, con il 14,3% dei casi, e gli operatori socio-sanitari (OSS), che registrano il 10,4% degli episodi. La fascia d'età più colpita tra gli operatori aggrediti è quella compresa tra i 40 e i 49 anni, che incide per oltre il 31% sul totale.

Contesto e tipologia degli attacchi

La maggior parte degli episodi, circa il 90%, si è verificata nei giorni feriali. Per quanto riguarda gli orari, il 51% delle aggressioni è avvenuto al mattino, seguito dal 31% nel pomeriggio. La violenza verbale è la forma più diffusa, rappresentando il 70,3% degli episodi, mentre le aggressioni fisiche costituiscono il 21,8%.

Gli aggressori sono prevalentemente utenti o pazienti (62,4%), ma non mancano casi in cui i responsabili sono familiari, caregiver o conoscenti dei pazienti. La violenza si è manifestata per il 67,5% nelle strutture ospedaliere e per il 32,5% nei servizi territoriali. Tra questi ultimi, gli istituti penitenziari registrano un'incidenza significativa (35,9%).

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