Un'area adibita a discarica illegale è stata sequestrata dai Carabinieri a Lampedusa, situata nelle vicinanze dell'hotspot. La scoperta segue un esposto presentato da un consigliere comunale che denunciava la gestione impropria dei rifiuti della struttura di accoglienza.
Sequestro area rifiuti abusiva a Lampedusa
I militari della stazione di Lampedusa hanno posto sotto sequestro un terreno. Questo spazio si trovava proprio accanto all'hotspot dell'isola. L'area sarebbe stata utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla struttura di accoglienza. La notizia arriva dopo una segnalazione ufficiale.
Nei giorni precedenti, il consigliere comunale Totò Martello aveva inoltrato un esposto. L'ex sindaco delle isole Pelagie, ora capogruppo di opposizione, ha scritto al Ministero dell'Interno. Ha inviato la sua denuncia anche alla Regione Siciliana. Le forze dell'ordine e la Procura di Agrigento hanno ricevuto l'esposto. Il documento denunciava l'uso del sito come discarica non autorizzata.
Denuncia: gestione rifiuti hotspot criticata
Nell'esposto si descrive la situazione critica. «Appena all'esterno del Centro», si legge nel documento, «è collocato un camion della Croce Rossa Italiana». Questa organizzazione gestisce l'hotspot. I rifiuti vengono accumulati sul mezzo senza alcuna distinzione. La raccolta differenziata non viene effettuata. Quando il camion raggiunge la sua capacità massima, i rifiuti vengono ammassati a terra. Questo avviene direttamente sul terreno circostante. Nessuna misura di protezione ambientale viene adottata.
Successivamente, i rifiuti vengono caricati su un altro camion. Questo mezzo appartiene all'impresa incaricata dal Comune per lo smaltimento. I rifiuti vengono poi trasportati sulla terraferma. La procedura solleva seri dubbi sulla corretta gestione ambientale.
Dubbi sui fondi per lo smaltimento
L'esposto solleva anche interrogativi finanziari. «A fronte di tale incredibile situazione», si legge ancora, «c'è da rilevare che, per quel che mi risulta, la Prefettura di Agrigento eroga un contributo annuale di un milione di euro al Comune di Lampedusa e Linosa». Questi fondi sarebbero destinati alla corretta gestione dei rifiuti dell'hotspot. La struttura si trova in Contrada Imbriacola. L'amministrazione comunale, invece, pagherebbe all'impresa appaltatrice solo circa 70.000 euro annui. Rimane da capire dove finiscano i restanti 930.000 euro.
Replica del Sindaco Mannino
Il sindaco Filippo Mannino ha risposto alle affermazioni del consigliere Martello. «Il Comune di Lampedusa e Linosa va a rimborso dalla Prefettura», ha dichiarato il primo cittadino. Il rimborso, ha spiegato, è proporzionale al numero di migranti ospitati nella struttura. «Quest'anno, come già si sa», ha aggiunto Mannino, «i numeri di persone sbarcate e ospitate nella struttura sono bassissimi».
Il sindaco ha fornito dati comparativi. Nel 2023, quando sono sbarcati 100.938 migranti, il rimborso ha raggiunto il milione di euro. Nel 2024, i migranti sbarcati sono stati 45.882. Nel 2025, invece, sono stati 49.687. Al 10 agosto dell'anno in corso, i migranti sbarcati dall'inizio dell'anno erano appena 9.248. Il sindaco ha precisato un altro punto fondamentale. All'hotspot si produce solo indifferenziata. Questo tipo di rifiuto viene recuperato e avviato allo smaltimento nello stesso giorno. La procedura è identica a quella per le utenze private.