Un evento a Lamezia Terme ha riunito istituzioni e studenti per discutere di legalità e del ruolo delle donne. L'iniziativa "Parole femmine" ha celebrato il coraggio femminile, promuovendo la prevenzione e l'educazione al rispetto.
Legalità e coraggio femminile celebrati
L'istituto comprensivo "Perri - Pitagora - Don Milani" di Lamezia Terme ha ospitato "Parole femmine". L'evento ha premiato il valore e il coraggio delle donne. Il dirigente scolastico, Giuseppe De Vita, ha definito la giornata una celebrazione della bellezza. Ha sottolineato l'importanza di tendere la mano, sull'esempio delle donne premiate. L'europarlamentare Giusi Princi ha inviato un videomessaggio. Ha parlato di un appuntamento cruciale per sensibilizzare su temi fondamentali. La scuola, ha ribadito, deve essere un luogo di ascolto costante.
Un intervento particolarmente commovente è stato quello di Alessia. La giovane studentessa, non vedente, ha pronunciato parole significative. Ha affermato che «ogni donna è un ponte tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare». Questo ha toccato profondamente i presenti.
Prevenzione e linguaggio: le chiavi per i giovani
Il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rose, ha evidenziato un approccio educativo mirato. Ha suggerito di comunicare con i giovani attraverso gesti concreti e il loro linguaggio. L'adeguamento alle loro modalità comunicative è fondamentale. La repressione è necessaria, ma la prevenzione risulta prioritaria. Il questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, ha descritto l'evento come un momento di crescita. Ha sottolineato l'importanza di questo percorso per i ragazzi, al di là dei singoli. La Polizia, ha aggiunto, si impegna nella prevenzione, anche contro il bullismo. Questo progetto ha favorito una maggiore sintonia con gli studenti.
Il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, ha offerto una prospettiva storica. Ha ricordato come la lingua greca, in certi contesti, usasse il termine 'andros' al femminile. Questo per indicare una donna forte, capace di affermarsi con la propria storia. Ha riconosciuto i progressi compiuti, ma ha esortato a un impegno maggiore. Ha sottolineato che il cambiamento è già in atto e si realizza con la pratica quotidiana.
Testimonianze e appelli alla responsabilità
L'intervento del questore di Cosenza, Antonio Borelli, è stato emotivamente carico. Già dirigente del commissariato di Lamezia Terme, ha ricordato il tragico omicidio di Adele Bruno. La giovane fu uccisa brutalmente nel 2011 dal suo ex fidanzato. «Perché non accadano questi fatti», ha affermato, «c'è bisogno di prevenzione. La scuola svolge un ruolo essenziale in questo». Il vicario del questore di Crotone, Mario Lanzaro, ha espresso l'auspicio di lasciare ai giovani un mondo migliore. Il questore di Vibo, Rodolfo Ruperti, ha sperato che queste iniziative raggiungano i ragazzi. Ha ammesso la difficoltà nel trovare canali di comunicazione efficaci con le nuove generazioni. Il vicario della Questura di Reggio Calabria, Vittorio Turi, ha ribadito l'importanza di tali manifestazioni.
La procuratrice aggiunta di Latina, Luigia Spinelli, originaria di Lamezia, ha invitato a riflettere sulla violenza di genere. Ha evidenziato l'aumento di questo fenomeno e la sua radice culturale. Una frattura profonda che richiede un'azione educativa, affidata soprattutto alle famiglie. È necessario un approccio a 360 gradi. La legalità, ha concluso, inizia dal linguaggio che utilizziamo. Le parole hanno un peso enorme e possono diventare macigni. È fondamentale responsabilizzare i ragazzi su questo aspetto.
Un impegno corale per l'educazione
Il sindaco di Lamezia Terme, Mario Muone, ha salutato l'iniziativa. L'ha definita un momento di grande riflessione per la città. La direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, Loredana Giannicola, ha inviato un messaggio. Ha elogiato la forza della sinergia che ha reso possibile questo percorso. Educare le nuove generazioni alle parole significa, ha sottolineato, educarle al rispetto.