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Una nuova rete sanitaria mira a migliorare l'accesso alle cure nel Lagonegrese-Pollino. Il progetto prevede 14 punti di assistenza territoriale e unità mobili per raggiungere anche le zone più isolate.

Nuovi punti di assistenza territoriale nel Lagonegrese

L'Azienda Sanitaria Locale di Potenza (Asp) ha avviato un progetto innovativo. L'obiettivo è avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. Si vuole superare le difficoltà geografiche dovute al territorio montuoso. Si punta anche a ridurre il carico sui Pronto Soccorso.

Questo nuovo sistema si basa su una rete coordinata e flessibile. L'assistenza sarà integrata per rispondere meglio alle esigenze della popolazione. Il progetto sperimentale coprirà il distretto n. 4, nell'area del Lagonegrese e del Pollino.

L'iniziativa è stata condivisa con tutti i sindaci del territorio. Il via ufficiale è previsto entro un paio di mesi. La fase di sperimentazione durerà un anno. Questo permetterà di valutare l'efficacia del modello proposto.

14 presidi fissi e flessibili per i cittadini

La proposta si concretizza in 14 Punti di Assistenza Territoriale (Pat). Questi presidi saranno stabili nella loro sede fisica. Offriranno però una funzione operativa flessibile sul territorio. Lo spiega il Direttore Generale dell'Asp, Giuseppe De Filippis.

Ogni punto di assistenza servirà un bacino d'utenza più ampio. Coprirà non solo il comune ospitante, ma anche le aree circostanti. Il sistema introduce il principio della vicarianza reciproca. Se una sede è temporaneamente indisponibile, o se la domanda aumenta, interviene il Pat più vicino.

Il coordinamento di questa rete è affidato alla Centrale Operativa 116117. Questo garantisce una presa in carico continua. I cittadini non subiranno interruzioni nei servizi sanitari. La continuità assistenziale è un punto focale del progetto.

Unità mobili per raggiungere le zone più remote

Accanto ai Pat, il progetto prevede l'introduzione delle Unità Mobili di Ambulatorio Territoriale (Umat). Queste unità rappresentano uno strumento aggiuntivo. Serviranno a supportare la rete esistente in modo complementare. Le Umat non sostituiranno i medici di famiglia o il 118.

Si tratta di ambulatori mobili attrezzati. Effettueranno soste programmate e itineranti. L'obiettivo è raggiungere i comuni e le località più isolate. Particolare attenzione sarà dedicata ai giorni prefestivi e festivi. Le Umat offriranno supporto anche durante eventi locali.

«Con le Umat – prosegue De Filippis – portiamo concretamente la sanità nei luoghi di vita delle persone». Saranno offerte attività programmate di prevenzione. Ci saranno anche servizi di monitoraggio e orientamento sanitario. La continuità assistenziale sarà prioritaria per anziani e soggetti fragili.

Collaborazione istituzionale per il successo del progetto

L'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, sottolinea l'importanza della collaborazione. «La coesione territoriale e la collaborazione a tutti i livelli istituzionali sono la chiave di svolta», afferma.

Questo progetto dimostra un impegno concreto per migliorare l'assistenza sanitaria. L'obiettivo è creare un sistema più efficiente e accessibile. La sanità territoriale diventa così un pilastro fondamentale. Si cerca di rispondere alle esigenze di una popolazione distribuita su un territorio complesso.

La sperimentazione di un anno permetterà di raccogliere dati preziosi. Questi dati serviranno a ottimizzare il modello. Si potranno apportare eventuali modifiche per renderlo ancora più efficace. L'integrazione tra presidi fissi e mobili è vista come la soluzione ideale.

Domande frequenti sulla nuova rete sanitaria

Cosa prevede il nuovo progetto sanitario nel Lagonegrese?

Il progetto prevede la creazione di una rete di 14 Punti di Assistenza Territoriale (Pat) fissi e flessibili. A questi si aggiungono le Unità Mobili di Ambulatorio Territoriale (Umat) per raggiungere le zone più isolate. L'obiettivo è migliorare l'accesso alle cure e ridurre la pressione sui Pronto Soccorso.

Come funzioneranno i Punti di Assistenza Territoriale (Pat)?

I Pat saranno presidi stabili ma con funzioni operative flessibili. Ciascun punto servirà un bacino d'utenza ampio. In caso di necessità, grazie al coordinamento della Centrale Operativa 116117, interverrà il Pat più vicino, garantendo continuità assistenziale.