Cittadini di Lacchiarella protestano contro la realizzazione di un nuovo data center, raccogliendo oltre 300 firme. L'opposizione nasce da preoccupazioni sulla trasparenza del processo autorizzativo e sull'impatto del progetto.
Protesta cittadina contro il centro dati
Un comitato locale ha organizzato una raccolta firme per esprimere il proprio dissenso. L'obiettivo è bloccare la costruzione di un grande centro per l'elaborazione dati. Questo progetto dovrebbe sorgere nella zona artigianale di Lacchiarella, vicino all'area del Girasole. I promotori della protesta ritengono che l'amministrazione comunale non abbia gestito la questione con la dovuta trasparenza. L'iniziativa ha visto una notevole partecipazione nel fine settimana.
I residenti contrari all'opera hanno firmato una petizione. Hanno manifestato il loro parere negativo presso un gazebo allestito in piazza. L'adesione è stata significativa, superando le trecento sottoscrizioni. Questo risultato dimostra una forte opposizione al progetto da parte della comunità locale. Il comitato vede questa azione come un primo passo importante.
Intervento del Ministero dell'Ambiente
Un precedente successo per i cittadini è stato l'intervento del Ministero dell'Ambiente. L'organo ministeriale ha dato ragione al comitato. La ragione del contendere riguardava la mancata pubblicazione del progetto sull'albo pretorio del Comune. Questa omissione avrebbe impedito ai cittadini di presentare osservazioni formali. Il Ministero ha riconosciuto la svista dell'amministrazione comunale. Ha sottolineato l'importanza di garantire la partecipazione pubblica nei procedimenti autorizzativi.
Il Mase (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha accertato la mancata pubblicazione. Questo passaggio è fondamentale per un corretto iter procedurale. La sua assenza ha di fatto impedito ai cittadini di intervenire tempestivamente. Di conseguenza, il Ministero ha disposto la riapertura delle consultazioni. Questo periodo di 60 giorni permetterà un nuovo esame del progetto. La riapertura decorre dalla data di pubblicazione del nuovo avviso pubblico.
Dettagli del progetto e precedenti legali
Il progetto del data center prevede un'area complessiva di 228.000 metri quadrati. La capacità energetica pianificata è di 300 megavolt ampere. L'investimento totale stimato ammonta a 3 miliardi di euro. Se realizzato, diventerebbe la più grande infrastruttura di questo tipo in Italia. La società proponente, un provider internazionale di data center hyperscale, ha dichiarato che l'area è già destinata allo sviluppo urbanistico. La posizione è considerata strategica per i principali provider cloud e per le applicazioni di intelligenza artificiale.
Non è la prima volta che il progetto incontra opposizione. Circa due anni fa, alcuni cittadini avevano già intrapreso azioni legali. Avevano presentato ricorsi al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale). Tuttavia, tali ricorsi sono stati rigettati l'anno scorso. Questo ha permesso al progetto di proseguire il suo iter. La raccolta firme attuale rappresenta un nuovo tentativo di mobilitazione civica.
Domande frequenti
Perché i cittadini si oppongono al data center di Lacchiarella?
I cittadini di Lacchiarella si oppongono al data center principalmente per preoccupazioni legate alla trasparenza del processo autorizzativo. Hanno sollevato dubbi sulla corretta pubblicazione del progetto e sulla possibilità di presentare osservazioni. Inoltre, vi sono timori generali legati all'impatto di un'infrastruttura di tale portata.
Qual è stato l'esito dell'intervento del Ministero dell'Ambiente?
Il Ministero dell'Ambiente ha dato ragione al comitato cittadino, accertando la mancata pubblicazione del progetto sull'albo pretorio. Di conseguenza, ha disposto la riapertura delle consultazioni per 60 giorni, al fine di garantire un corretto iter procedurale e la partecipazione dei cittadini.