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Il Partito Democratico ligure sollecita la Regione a chiedere al Governo la sospensione delle attività del rigassificatore di Panigaglia. L'impianto è considerato un obiettivo sensibile a causa della sua posizione strategica e dell'aumentato rischio internazionale.

Sicurezza rigassificatore Panigaglia sotto esame

Il rigassificatore situato a Panigaglia rappresenta un punto critico nel Golfo della Spezia. La sua ubicazione lo rende particolarmente esposto a potenziali minacce. La gestione del gas naturale liquefatto e delle navi metaniere che lo movimentano aumenta la vulnerabilità dell'area. La Regione Liguria è chiamata a intervenire con la massima sollecitudine. Dovrà rivolgersi sia al Governo centrale che a Snam. L'obiettivo è ottenere la cessazione immediata delle operazioni dell'impianto. Questo impianto è l'unico del suo genere presente sulla terraferma in Italia. La sua costruzione risale a oltre cinquant'anni fa. Le sue caratteristiche tecniche sono ormai superate. Questo è particolarmente vero considerando il mutato scenario internazionale. L'allerta per infrastrutture simili è notevolmente aumentata.

Queste dichiarazioni provengono da Davide Natale. Egli ricopre la carica di segretario regionale del Partito Democratico. È anche consigliere regionale. Natale ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno. Questo documento sarà discusso prossimamente in consiglio regionale. La sua iniziativa mira a sensibilizzare le istituzioni sulla questione della sicurezza.

Infrastrutture critiche e rischi concreti

Le infrastrutture considerate vitali sono diventate bersagli preferenziali. Attacchi di natura terroristica o paramilitare rappresentano una minaccia concreta. La Liguria ha già sperimentato direttamente questa esposizione al pericolo. Un episodio significativo è avvenuto nel febbraio 2025. La petroliera Seajewel fu colpita da un ordigno esplosivo. La nave era ormeggiata presso le boe della Sarpom. Si trovava tra Savona e Vado Ligure. A bordo trasportava 109.000 tonnellate di greggio.

Il rigassificatore di Snam a Panigaglia è l'unico impianto onshore in Italia. Tratta gas naturale liquefatto. È classificato come industria a rischio di incidente rilevante. Questo secondo la normativa Seveso. La sua vicinanza alle rotte marittime è limitata. Il limite di navigabilità è fissato a soli 300 metri dall'impianto. Per confronto, gli impianti offshore come quello di Livorno hanno un raggio di sicurezza di 6 chilometri. Questa disparità evidenzia la maggiore esposizione del sito spezzino.

Posizione strategica e criticità ambientali

L'impianto di Panigaglia si trova nel cuore di un'area densamente popolata. Il golfo circostante è caratterizzato da un'elevata concentrazione abitativa. La vicinanza alla base navale è un ulteriore elemento di criticità. Si trova inoltre di fronte all'imbocco dell'oleodotto Pol Nato. Questo sarà oggetto di futuri ampliamenti. La presenza di cantieri navali dedicati alla produzione militare, come quelli di Fincantieri, aggrava la situazione. A ciò si aggiunge la vicinanza della base del Comsubin al Varignano. Esistono inoltre altri obiettivi considerati sensibili nell'area.

La permanenza del rigassificatore in questa posizione non è più sostenibile. Anche all'interno del consiglio regionale della Liguria, esponenti della maggioranza hanno espresso preoccupazione. Hanno riconosciuto il rigassificatore di Panigaglia come un potenziale obiettivo sensibile. Il rischio di azioni terroristiche è considerato elevato. È quindi necessario richiedere la sospensione delle sue attività. La sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture strategiche deve avere la priorità assoluta.

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