Condividi

Un antico opuscolo sul furto delle reliquie di San Venerio da parte dei Veneziani nel 1379 viene ristampato a Portovenere. Il documento offre nuovi spunti per la ricerca storica sul contenzioso tra Venezia e Genova.

Nuovi indizi storici su un antico furto

Il mistero riguardante il trafugamento delle reliquie di San Venerio nel 1379 sta per ricevere nuovi elementi. La Repubblica di Venezia sottrasse questi oggetti sacri dall'isola del Tino. Questo evento avvenne durante il conflitto con la Repubblica di Genova, noto come Guerra di Chioggia. La disputa verteva sul controllo commerciale del Mar Mediterraneo.

Storici e appassionati avranno a disposizione un indizio inedito ad alta risoluzione. Il Comune di Portovenere, situato in provincia di La Spezia, organizzerà un evento per presentare una ristampa anastatica. Si tratta di un raro opuscolo del XVIII secolo. Il titolo è 'De Translatione et Inventione Corporis Sancti Venerii Eremitae apud Venetos'.

Il contenuto dell'opuscolo e le ricostruzioni

L'opuscolo racconta episodi poco noti del XIV secolo. Un passaggio chiave recita: «li Veneziani nel mese de zugno 1379 con 9 galere pigliarono l'isola piccola di Porto Venere detta Tino e se ne portarono via il corpo di San Venerio con alquante reliquie che erano nella chiesa di quell'isola...».

Le ricerche storiche attuali suggeriscono una versione leggermente diversa. Le spoglie del santo eremita, morto sull'isola del Tino nel 630, erano già state spostate. Furono messe in un luogo sicuro sulla terraferma prima dell'occupazione veneziana. In particolare, furono trasferite alla Spezia. Lì, nel sacello paleocristiano, sarebbero state protette.

Successivamente, nell'XI secolo, questo luogo fu ricostruito come pieve di San Venerio. I Veneziani, dall'abbazia di San Valerio sull'isola del Tino, trafugarono anche preziosi paramenti. Presero inoltre le reliquie del monastero. Portarono via anche le spoglie di un defunto, credendo erroneamente fossero quelle del santo.

Il contesto storico della Guerra di Chioggia

Questo episodio si inserisce in un periodo di forte tensione tra le Repubbliche marinare. Siamo quasi un secolo dopo la battaglia navale della Meloria nel 1284. In quell'occasione Genova aveva sconfitto Pisa. La Repubblica genovese era impegnata in un altro conflitto epocale contro Venezia.

La Guerra di Chioggia, durata dal 1378 al 1381, fu una delle fasi più drammatiche. Le due potenze si contendevano rotte commerciali, mercati e scali strategici. Il dominio sul Mediterraneo era l'obiettivo primario.

Nel maggio 1379, la flotta genovese ottenne una vittoria significativa in Istria. Sconfissero i veneziani nella Battaglia di Pola. Questa alleanza includeva i Carraresi di Padova e il Patriarcato di Aquileia. Genova subì però la perdita del suo ammiraglio, Luciano Doria. La guerra fu combattuta senza esclusione di colpi.

La risposta veneziana e il patrono del Golfo

La risposta veneziana non tardò ad arrivare. Nel giugno dello stesso anno, Venezia decise di colpire un simbolo locale. Si impossessarono delle reliquie di San Venerio. Il santo è il patrono del Golfo della Spezia. È anche venerato dai fanalisti d'Italia.

Le celebrazioni in onore di San Venerio sono imminenti. L'evento di presentazione della ristampa avverrà nell'ex convento olivetano a Le Grazie. Questo luogo è carico di storia e spiritualità. La rilettura di questi eventi storici attraverso il nuovo documento promette di arricchire la comprensione del passato.

Questa notizia riguarda anche: