La peste suina africana ha registrato 14 nuovi casi su cinghiali in Liguria tra il 22 e il 29 marzo. Il Piemonte non ha segnalato nuovi contagi. Nessun focolaio in allevamenti suinicoli.
Nuovi casi di peste suina in Liguria
La Liguria ha confermato quattordici nuovi casi di peste suina africana. Questi contagi sono stati rilevati su esemplari di cinghiale. L'indagine si è svolta nella settimana compresa tra il 22 e il 29 marzo. Il numero totale di positività nella regione raggiunge ora quota 1.256.
La provincia di Genova ha registrato il maggior numero di nuovi positivi. Sono stati individuati dieci casi. Nello specifico, tre esemplari sono stati trovati a Ceranesi. Altri ventisette sono stati trovati a Genova città. A Rapallo sono stati identificati ventidue casi. A Serra Riccò sono stati trovati trentanove esemplari positivi. Infine, a Zoagli sono stati individuati quattro casi.
La provincia di Savona ha segnalato due nuovi contagi. Un caso è stato riscontrato a Dego, portando il totale a tre. Un altro caso è stato rilevato a Sassello, con un totale di settantasei positivi. La provincia della Spezia ha registrato le ultime due positività. Entrambi i casi sono stati trovati a Sesta Godano, per un totale di dieci.
Situazione in Piemonte e negli allevamenti
Il Piemonte non ha registrato alcuna nuova positività sui cinghiali nell'ultima settimana. Il bilancio totale dei casi nella regione rimane quindi invariato a 803. Questa stabilità rappresenta una notizia positiva per il contenimento della malattia nel territorio piemontese.
Per quanto riguarda gli allevamenti suinicoli, la situazione appare sotto controllo. Non sono stati riscontrati nuovi focolai. Il numero totale di focolai individuati negli allevamenti rimane fermo a nove. Questi dati sono stati forniti dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale (Izs) del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. L'Istituto svolge un ruolo cruciale nel monitoraggio e nella gestione della peste suina.
Monitoraggio e prevenzione della peste suina
La peste suina africana rappresenta una seria minaccia per la fauna selvatica e per l'industria suinicola. Le autorità sanitarie continuano a monitorare attentamente la situazione. Le misure di prevenzione sono fondamentali per limitare la diffusione del virus. Queste includono il controllo dei movimenti degli animali e la disinfezione delle aree interessate.
La collaborazione tra le regioni e gli istituti di ricerca è essenziale. L'aggiornamento costante dei dati permette di valutare l'efficacia delle strategie di contenimento. La vigilanza rimane alta per proteggere la salute animale e l'economia del settore. La peste suina africana è una malattia virale che colpisce suidi domestici e selvatici. Non è trasmissibile all'uomo, ma ha gravi ripercussioni economiche.