Condividi

Una nuova antenna all'avanguardia è stata inaugurata alla Spezia dall'Ingv. L'impianto studierà il meteo spaziale per migliorare le comunicazioni satellitari.

Nuovo osservatorio ionosferico alla Spezia

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha aperto un nuovo osservatorio ionosferico. Si tratta del terzo in Italia, dopo quelli di Roma e Gibilmanna. L'impianto si trova alla Spezia. Permetterà di monitorare gli strati superiori dell'atmosfera terrestre. Potrà prevedere fenomeni che disturbano le comunicazioni satellitari.

Una grande antenna, alta 20 metri, effettuerà radio sondaggi. Invierà impulsi verso la ionosfera. Poi misurerà, tra le altre cose, la densità degli elettroni. Questo aiuterà a decidere in anticipo quali frequenze usare. Si eviteranno così malfunzionamenti.

L'importanza del monitoraggio ionosferico

La ionosfera è una regione molto influenzata dall'attività solare. Per questo il suo monitoraggio è sempre più importante a livello mondiale. Lo spiega Fabio Florindo, presidente dell'Ingv. Le reti di monitoraggio dell'Ingv sono un patrimonio strategico per il Paese. Lo afferma Giovanni Torre, direttore generale Ingv.

I dati scientifici diventano servizi. Forniscono una capacità operativa. Le tavole di previsione della propagazione ionosferica sono utili. Questi dati vengono condivisi con diversi ambiti dello Stato. Si utilizzano per la difesa e la protezione civile.

Collaborazione e vocazione storica

Il terreno per l'antenna è stato fornito dagli Astrofili Spezzini. Questo istituto culturale collabora da tempo con l'Ingv. Hanno realizzato insieme iniziative scientifiche. Per la città è un onore ospitare un impianto così importante. Lo dichiara l'assessore Giulio Guerri.

La Spezia ha una vocazione storica per questi studi. Guglielmo Marconi diede il primo stimolo allo studio della ionosfera. Sperimentò qui le prime trasmissioni radio. Lo ricordano gli assessori Manuela Gagliardi e Giacomo Giampedrone.

Far funzionare il Sistema Paese significa dare risposte globali. Si affrontano circostanze imprevedibili. Questo risultato è stato possibile grazie alla passione. La passione ha unito scienza e volontariato. Siamo più forti quando questi due sistemi sono integrati. Lo sottolinea l'assessore regionale Giacomo Giampedrone.