Le cure domiciliari nelle Marche non raggiungono gli standard minimi previsti dalla legge. Un'indagine rivela gravi lacune nell'assistenza, sollevando preoccupazioni per i pazienti non autosufficienti.
Carenze nell'assistenza domiciliare nelle Marche
Le cure domiciliari nelle Marche non soddisfano i requisiti stabiliti dalla normativa sui Livelli essenziali di assistenza (Lea). Questa criticità emerge da un'indagine condotta a livello regionale, distretto per distretto, al 31 marzo 2026. I dati sono stati rielaborati dal Gruppo Solidarietà.
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Mastrovincenzo, ha presentato un'interrogazione alla giunta Acquaroli. L'atto è stato sottoscritto anche da altri consiglieri del suo partito.
Disomogeneità nell'erogazione dei servizi
La situazione attuale, secondo Mastrovincenzo, presenta una notevole disomogeneità tra i vari distretti sanitari. La reperibilità notturna per le cure palliative domiciliari specialistiche, obbligatoria secondo i Lea per 24 ore, è effettivamente garantita solo in 4 distretti su 13.
L'assistenza tutelare, fornita da operatori sociosanitari, risulta presente in modo significativo in un solo distretto, quello di Ancona, dove operano 13 professionisti. Negli altri cinque distretti dove questa figura è formalmente presente, il numero totale di operatori ammonta a soli 6,5.
Inoltre, l'attività riabilitativa è completamente assente nel distretto di Jesi. La carenza di personale specializzato è evidente anche per i medici palliativisti: se ne conta uno per ciascuna delle AST di Pesaro-Urbino e Ancona. Questi professionisti devono coprire bacini d'utenza molto ampi, tra i 300.000 e i 400.000 abitanti.
Le figure professionali come psicologo, dietista e assistente sociale sono considerate nell'interrogazione come «residuali», ovvero presenti in numero insufficiente o con compiti limitati.
Richieste di intervento alla giunta regionale
Mastrovincenzo e i colleghi firmatari dell'interrogazione chiedono al presidente della giunta e all'assessore competente di specificare le azioni che intendono intraprendere. L'obiettivo è adeguare le dotazioni organiche agli standard previsti dalla normativa.
Si richiede inoltre di garantire una presa in carico efficace delle persone non autosufficienti. La situazione attuale desta preoccupazione per la qualità e l'accessibilità delle cure domiciliari nella regione.
Le risposte attese mirano a colmare le lacune individuate, assicurando che tutti i cittadini marchigiani ricevano l'assistenza necessaria secondo i dettami dei Livelli essenziali di assistenza.