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Un progetto di recupero genetico marchigiano si trasforma in una filiera completa per il Suino della Marca. Emiliano Baldi investe 2 milioni di euro per collegare allevamento, ricerca e mercato, con l'obiettivo di creare un consorzio solido.

Sviluppo della filiera suinicola a Jesi

Il percorso del Suino della Marca ha compiuto un passo significativo. Da un'iniziativa di recupero di un patrimonio genetico locale, si è evoluto in una piattaforma di filiera. Questo progetto mira a connettere diverse fasi cruciali. Si parla di allevamento, ricerca scientifica, trasformazione dei prodotti e accesso al mercato.

L'iniziativa è stata rilanciata nel 2022. L'impulso è venuto da Impronta Verde. Questa è un'impresa agricola guidata dall'imprenditore Emiliano Baldi. La sua azienda, Baldi, opera da oltre 60 anni nel settore alimentare in Italia. La sede principale si trova a Jesi, in provincia di Ancona.

Per sostenere questa crescita, Baldi ha già investito circa 2 milioni di euro. Questi fondi sono destinati a potenziare le infrastrutture e le attività legate al progetto.

Presentazione dei risultati e prospettive future

I risultati concreti del progetto sono stati illustrati a Jesi. L'occasione è stata il convegno conclusivo. L'evento ha presentato il progetto 'Sperimentazione e Management del Suino della Marca'.

Al 31 agosto scorso, il numero totale di capi registrati era di 1.242. Attualmente, sei allevatori partecipano attivamente. Tre si trovano nelle Marche e altri tre in Umbria. Questo coinvolgimento interregionale rafforza la portata del progetto.

Il ritmo produttivo ha visto un incremento notevole. Si è passati da 15 a 25 capi macellati ogni settimana. A regime, il progetto prevede una capacità produttiva considerevole. Si stima di raggiungere 2.500-3.000 capi all'anno.

La macellazione avverrà con capi di peso compreso tra 175 e 180 chilogrammi. Questo volume produttivo genererà un impatto economico significativo. Si stima un valore compreso tra 1,75 e 2,1 milioni di euro annui, già nella sola fase di allevamento.

Struttura del futuro consorzio

La fase successiva del progetto si concentra sulla governance. Sono in fase avanzata di elaborazione lo statuto e il disciplinare. Questi documenti definiranno la struttura del futuro consorzio.

L'impostazione prevede la creazione di un consorzio volontario. Questo consorzio adotterà un marchio collettivo. La struttura sarà articolata su due livelli distinti. Ci saranno le aziende moltiplicatrici. Queste avranno il compito di detenere i riproduttori e applicare gli schemi di selezione genetica.

Il secondo livello comprenderà le aziende commerciali. Queste saranno dedicate all'allevamento per la produzione di carne. Saranno dotate di un registro anagrafico completo. Sarà garantita la massima tracciabilità lungo tutta la filiera.

Visione di Emiliano Baldi per la filiera

Emiliano Baldi, amministratore delegato dell'azienda Baldi, ha condiviso la sua visione. «Il nostro obiettivo non è semplicemente aumentare il numero di capi», ha dichiarato. «Vogliamo creare una filiera che distribuisca valore sul territorio».

Baldi ha sottolineato la complessità del progetto. «Il salto di scala non è alla portata di un'impresa sola», ha aggiunto. «I finanziamenti sono indispensabili, ma per trasformare un progetto in una filiera stabile servono anche regole comuni, massa critica e una capacità di commercializzazione condivisa».

Questa dichiarazione evidenzia la necessità di una collaborazione strutturata. La creazione di una massa critica è fondamentale. Una strategia di commercializzazione condivisa garantirà la sostenibilità a lungo termine del Suino della Marca.