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La Clabo di Jesi assicura 10 milioni di euro da Cherry Bank per il suo piano industriale 2026-2030. L'accordo mira a rilanciare l'azienda, rafforzare la produzione e ampliare i mercati, con l'erogazione prevista nel 2027.

Nuovo slancio per Clabo con finanziamento strategico

L'azienda Clabo ha siglato un accordo cruciale con Cherry Bank. Si tratta di un contratto di finanziamento del valore di 10 milioni di euro. Questo accordo avrà una durata di sei anni. Il suo scopo primario è sostenere il piano industriale dell'azienda per il periodo 2026-2030. La notizia è stata comunicata ufficialmente dall'azienda stessa. La Clabo è un'importante realtà con sede a Jesi, in provincia di Ancona. È leader nel settore delle vetrine refrigerate. I suoi prodotti sono destinati a gelaterie e pasticcerie. L'azienda è quotata sul mercato Euronext Growth Milan. Questo finanziamento rappresenta una boccata d'ossigeno per il futuro del gruppo.

Oltre al finanziamento principale, l'accordo prevede anche nuove linee di credito a breve termine. Queste linee ammonteranno fino a 3,7 milioni di euro. Si aggiungono ai circa 5 milioni di linee di credito già operative. L'insieme di queste risorse finanziarie è destinato a rafforzare la liquidità e la capacità operativa della Clabo. La gestione di queste somme sarà affidata a Clabo Tech. Questa è la società operativa che riceverà lo stabilimento di Jesi. Comprenderà tutta l'attività produttiva e commerciale. Questo passaggio avverrà una volta che il Tribunale di Ancona avrà omologato l'accordo con i creditori. Tale accordo, firmato il 9 ottobre, prevede una riduzione del debito del gruppo di circa 40 milioni di euro. L'erogazione effettiva dei fondi è attesa nei primi mesi del 2027.

Obiettivi del piano industriale e prospettive future

Le risorse finanziarie ottenute da Cherry Bank saranno impiegate strategicamente. La Clabo intende utilizzarle per diversi obiettivi chiave. In primo luogo, si punta a far funzionare a pieno regime lo stabilimento di Jesi. Questo permetterà di ottimizzare la capacità produttiva. Sarà inoltre garantito il pagamento puntuale dei fornitori. Il loro credito sarà soddisfatto per intero, rafforzando le relazioni commerciali. Un'altra area di investimento riguarderà lo sviluppo di nuovi prodotti. L'azienda mira a innovare la propria offerta. Verranno esplorati anche nuovi mercati. L'espansione geografica e settoriale è fondamentale per la crescita futura. Il finanziamento è coperto da garanzie specifiche. Queste includono un pegno sulle quote di Clabo Tech. Saranno inoltre coinvolti i marchi del gruppo, a ulteriore riprova della solidità dell'operazione.

Il presidente e amministratore delegato, Pierluigi Bocchini, ha espresso grande soddisfazione per l'esito dell'operazione. Ha sottolineato come l'azienda sia riuscita a superare le difficoltà senza ricorrere a licenziamenti. Questo aspetto è di fondamentale importanza sociale ed economica. Ora, con un piano quinquennale verificato da un professionista indipendente e risorse fresche, le prospettive sono positive. La presenza di una banca che ha scelto di investire nel gruppo è un segnale di fiducia. Bocchini ha dichiarato: «Le prospettive di ripresa sono concrete e solide. Il management può tornare a fare il suo mestiere, che è occuparsi di prodotti, clienti e mercati: a Jesi, in Cina e negli Stati Uniti». Questa dichiarazione evidenzia la volontà di concentrarsi sulle attività core del business.

Il ruolo di Cherry Bank e il tessuto industriale marchigiano

Laura Gasparini, chief corporate & investment banking officer di Cherry Bank, ha commentato l'operazione con entusiasmo. Ha evidenziato come questo intervento confermi la vocazione della banca. Cherry Bank si impegna a offrire soluzioni finanziarie ad alto valore aggiunto. Ha inoltre sottolineato la centralità della regione Marche e del suo tessuto industriale per la banca. «Questa operazione di nuova finanza, che ci auguriamo venga presto validata dal decreto di omologa, dimostra come la sinergia tra una forte visione imprenditoriale e un pronto supporto al credito sia la chiave per continuare a generare valore economico e sociale», ha affermato Gasparini. Le sue parole sottolineano l'importanza della collaborazione tra istituti finanziari e imprese per la crescita del territorio. La validazione da parte del tribunale è un passaggio formale ma cruciale.

La storia di Clabo affonda le radici nel passato. L'azienda è stata fondata a Jesi nel 1958. Oggi vanta una presenza internazionale significativa. Dispone di tre stabilimenti produttivi: uno a Jesi, uno a Qingdao in Cina e uno a Philadelphia negli Stati Uniti. Impiega un totale di 340 dipendenti. I suoi prodotti raggiungono oltre 110 paesi in tutto il mondo. Il percorso dell'azienda non è stato privo di sfide. Nel 2020, la pandemia di Covid-19 ha causato un calo delle vendite superiore a un quarto. Successivamente, nel luglio 2022, un sequestro preventivo di circa 1,7 milioni di euro, disposto dal Tribunale di Ancona e poi annullato dalla Cassazione, ha avuto un impatto negativo. Secondo l'azienda, questo evento ha bloccato conti correnti e linee di credito. L'accordo con i creditori, ora in fase di omologazione, chiude la composizione negoziata avviata nel giugno 2025. Questo accordo rappresenta un punto di svolta fondamentale per il futuro dell'azienda.

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