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Furto e uso improprio di carta di credito a Jesi

Jesi – I Carabinieri della Compagnia di Jesi hanno concluso un'indagine che ha portato alla denuncia di una giovane donna. La 25enne è accusata di furto e indebito utilizzo di uno strumento di pagamento.

I fatti risalgono allo scorso mese di agosto. Una donna anziana, residente in un comune della Vallesina, si è recata presso un esercizio commerciale nel centro di Jesi. Dopo aver effettuato un pagamento, ha involontariamente dimenticato la sua carta di credito vicino alla cassa.

La scoperta e la denuncia

Poco dopo, un'altra cliente ha notato la carta di credito a terra. Se ne è appropriata e l'ha utilizzata per effettuare un acquisto di notevole importo. La vittima si è accorta dello smarrimento solo in un secondo momento, scoprendo anche l'utilizzo non autorizzato.

La pensionata si è quindi presentata presso la caserma dei Carabinieri di Jesi per sporgere denuncia. Ha raccontato l'accaduto, fornendo tutti i dettagli utili alle indagini.

Indagini e identificazione della colpevole

I militari hanno immediatamente avviato le procedure investigative. Hanno esaminato attentamente le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del negozio. Le telecamere hanno ripreso l'intera scena, permettendo di ricostruire le azioni della donna.

L'analisi dei filmati è stata determinante. Gli investigatori sono riusciti a identificare con certezza la responsabile del furto e dell'uso improprio della carta. La 25enne è stata quindi deferita in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria competente.

Conseguenze legali e impegno dei Carabinieri

La donna dovrà ora rispondere delle accuse di furto e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti. Questo episodio sottolinea il costante impegno dei Carabinieri nel contrasto ai reati contro il patrimonio.

L'operazione evidenzia l'efficienza investigativa e la vicinanza delle forze dell'ordine ai cittadini. La loro presenza sul territorio è fondamentale per garantire legalità e sicurezza.

Si ricorda che la persona denunciata è da considerarsi presunta innocente fino a sentenza definitiva di condanna.