Ad Ancona si terranno le finali regionali di baskin, uno sport che promuove l'integrazione tra persone con e senza disabilità. L'evento vedrà la partecipazione di circa 150 persone tra atleti e spettatori.
Finale regionale di baskin ad Ancona
Il Palascherma di Ancona sarà la sede delle finali regionali di baskin. Questo sport di squadra, nato nel 2003, si ispira alla pallacanestro. Permette a giocatori con e senza disabilità di competere fianco a fianco. L'evento è previsto per il 19 aprile. Si attendono circa 150 partecipanti. Tra questi, atleti, tecnici, accompagnatori e pubblico.
Programma delle partite e significato sociale
La giornata sportiva inizierà alle 15:30. Si disputerà la finale per il terzo e quarto posto. Le squadre in campo proverranno da Jesi. Successivamente, alle 17:30, si terrà la finale per il titolo regionale. La contesa vedrà opposte squadre da Fano e San Benedetto del Tronto. La squadra vincitrice otterrà l'accesso alla fase interzonale. L'assessore allo Sport, Giovanni Zinni, ha sottolineato l'importanza dell'evento. Ha definito il baskin un «patrimonio umano forte di valori ed esperienze». Ha evidenziato come la funzione sociale sia cruciale per il Comune. «Vogliamo che tutti facciano sport per la salute, il benessere e per rinforzare i legami comunitari del territorio», ha dichiarato Zinni. Ha aggiunto che l'evento serve a far conoscere discipline sportive meno note.
Le regole del baskin e il principio di inclusione
Il baskin è stato ideato nel 2003 a Cremona. L'idea nacque dall'incontro tra Antonio Bodini e Fausto Capellini. Le regole prevedono l'uso di quattro canestri. Due sono tradizionali, mentre altri due sono posizionati lateralmente. I ruoli sono differenziati in base alle capacità individuali. Le squadre sono miste. Si gioca in sei giocatori per squadra. Ogni squadra deve schierare almeno una donna. Il principio fondamentale è valorizzare i punti di forza di ogni atleta. Come spiegato da Michele Cocco, giudice unico del campionato e arbitro di baskin: «Non si valuta il difetto o la mancanza del giocatore, quanto i punti di forza». Si applica il principio del «design for all». L'obiettivo è permettere a ciascuno di esprimersi al massimo delle proprie potenzialità. Ogni ruolo ha regole specifiche da rispettare, senza agevolazioni.
Dettagli tecnici e promozione dell'evento
Ogni squadra ha la possibilità di attaccare sia nel canestro posto in fondo al campo, sia nei due canestri laterali. Le partite si svolgono in quattro tempi. Ciascun tempo dura otto minuti. L'organizzazione dell'evento è a cura dell'Ente italiano sport inclusivi (Eisi). Michele Cocco ha concluso affermando che si tratta di «un percorso di crescita universale». Ha sottolineato che non si tratta solo di inclusione, ma di far crescere tutti i partecipanti. L'evento mira a promuovere un modello di sport che va oltre la semplice competizione.
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