Un ex poliziotto brasiliano è stato arrestato a Ivrea, nel Torinese. Era ricercato a livello internazionale per pedopornografia e condannato a oltre otto anni di carcere.
Arresto di latitante internazionale a Ivrea
La Squadra mobile di Torino ha catturato un fuggitivo a Ivrea. L'uomo possiede doppia cittadinanza, italiana e brasiliana. Le autorità del Brasile lo cercavano globalmente. Le accuse riguardano la detenzione e la diffusione di materiale pedopornografico.
Un mandato di arresto era stato emesso dalla Corte federale di Vila Velha. Nel 2024, l'uomo è stato giudicato colpevole. La pena inflitta è di otto anni, cinque mesi e 14 giorni di reclusione.
Operazione di polizia e cooperazione internazionale
L'arresto è avvenuto nei giorni scorsi. È stato possibile grazie a una segnalazione del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Gli investigatori hanno seguito e osservato il ricercato. Questo ha permesso di individuarlo nella zona del Canavese.
L'operazione rientra nel progetto 'Wanted'. Questo progetto è promosso e gestito dal Servizio centrale operativo della polizia di Stato. Collabora attivamente con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. L'obiettivo è catturare criminali ricercati a livello internazionale.
Le accuse: pedopornografia e abuso su minori
Le autorità brasiliane hanno ricostruito i fatti. L'uomo era un agente della polizia federale del Brasile. Nel 2014, aveva salvato un'immagine. L'immagine mostrava un abuso sessuale su un bambino. L'aveva archiviata su un servizio cloud.
L'indirizzo IP utilizzato era riconducibile a una stazione di polizia. Questo dettaglio aggrava ulteriormente la sua posizione. Le indagini successive hanno confermato altri reati. Tra il 2011 e il 2016, aveva archiviato almeno 139 file. Questi contenevano fotografie e video pedopornografici.
Inoltre, aveva trasmesso almeno 19 di questi file a terze persone. Questo dimostra una condotta criminale continuativa e grave. Le prove raccolte sono schiaccianti.
Procedura di estradizione verso il Brasile
Dopo la cattura, l'uomo è stato trasferito. Attualmente si trova nel carcere di Torino. È a disposizione della Procura generale presso la Corte d'Appello del capoluogo piemontese. Quest'ultima è l'organo competente per la procedura di estradizione.
Il processo di estradizione verso il Brasile è ora in corso. Le autorità italiane collaboreranno pienamente con quelle brasiliane. L'obiettivo è garantire che l'uomo sconti la pena per i crimini commessi. La giustizia internazionale ha prevalso.
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