Anziana sedata fino alla morte: Rsa condannata a risarcire
Morte anziana in Rsa: risarcimento ai familiari
Una dolorosa vicenda giudiziaria si è conclusa con un risarcimento a cinque zeri per i familiari di un'ottantunenne di Varese. La donna è deceduta poche settimane dopo il ricovero in una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di Ispra.
La decisione del Tribunale di Varese ha accertato le responsabilità della struttura nel rapido deterioramento delle condizioni di salute dell'anziana. La battaglia legale intrapresa dai figli ha portato a fare luce sulla morte della madre.
Sedazioni ripetute e cure inadeguate
La vicenda ha avuto inizio tre anni fa, quando i figli dell'anziana, affetta da un disturbo neurocognitivo e soggetta a frequenti stati di agitazione, decisero di affidarla a una Rsa. La speranza era che ricevesse un'assistenza qualificata in un ambiente protetto.
Tuttavia, secondo quanto emerso durante il processo, la struttura si sarebbe rivelata un luogo di progressivo abbandono terapeutico. L'anziana sarebbe stata sottoposta a ripetute sedazioni per controllarne i comportamenti, senza però un reale percorso terapeutico mirato.
Il peggioramento e il trasferimento
I familiari hanno denunciato incuria e negligenza da parte del personale della Rsa. Nel corso del procedimento legale, è stato accertato che le cure necessarie per la donna erano disponibili e facilmente attuabili.
Dopo poco più di un mese trascorso nella struttura, con le condizioni dell'anziana in costante peggioramento, si è reso necessario il suo trasferimento d'urgenza all'Ospedale di Cittiglio. Qui i medici hanno intrapreso le cure appropriate, ma purtroppo era ormai troppo tardi.
La battaglia legale e l'epilogo
Un mese dopo il ricovero ospedaliero, l'anziana è deceduta. La causa legale, avviata nel 2023, è stata sostenuta dallo studio legale di Legnano dell'avvocato Paolo Perota, specializzato in casi di malasanità.
Il Tribunale di Varese ha quindi riconosciuto le responsabilità della Rsa, stabilendo un risarcimento economico a favore dei congiunti della defunta, mettendo così fine a un lungo e doloroso iter.