Una mummia è stata trasportata in ospedale per una TAC, sollevando preoccupazioni etiche e sanitarie. Uno studioso contesta la procedura, ritenendola inappropriata e potenzialmente dannosa.
Critiche al trasporto di resti antichi
Dario Piombino-Mascali, figura di spicco nello studio dei resti biologici conservati della Sicilia, ha espresso forte disappunto. Ha inviato comunicazioni ufficiali alla Soprintendenza di Ragusa e all'Assessore regionale ai Beni Culturali, Francesco Paolo Scarpinato. La sua protesta riguarda il trasferimento di una mummia presso una struttura ospedaliera. L'intento era sottoporre il reperto a una tomografia computerizzata (TAC).
La salma in questione è presumibilmente quella di Olivio Sossi. Si tratta di un pittore vissuto nel XVIII secolo. Il suo corpo mummificato riposava nella basilica di Santa Maria Maggiore a Ispica. Sossi fu mummificato dopo la sua morte, avvenuta probabilmente a causa di una caduta mentre era intento a dipingere. Questo evento segna la quarta volta che una mummia siciliana viene trasportata in un ospedale del ragusano. Tale pratica va contro i protocolli scientifici consolidati.
Protocolli violati e rischi sanitari
La prassi scientifica consolidata prevede che gli esami, incluse le indagini radiologiche, vengano eseguiti direttamente nei luoghi di conservazione. Si utilizzano strumentazioni portatili per minimizzare i rischi. Nel caso della mummia di Sossi, invece, il trasferimento è avvenuto nel reparto di radiologia dell'ospedale di Modica. Questo spostamento solleva serie preoccupazioni.
Secondo Piombino-Mascali, trasportare una mummia in un ospedale comporta un doppio rischio. Da un lato, vi è la possibilità di danneggiare il prezioso reperto storico. Dall'altro, e forse più grave, vi è la potenziale minaccia per la salute pubblica. La movimentazione di resti antichi può esporre il personale e l'ambiente ospedaliero a pericoli sconosciuti.
La letteratura scientifica e le linee guida internazionali raccomandano fortemente di condurre tutte le attività di studio in situ. Questo approccio evita di sottoporre i resti ai pericoli intrinseci della movimentazione. Il trasferimento di mummie in strutture sanitarie pubbliche non rientra nei protocolli standard della comunità scientifica che opera in Sicilia.
Precedenti e autorizzazioni
Questo non è il primo caso di mummie trasportate in ospedale. In precedenza, la Regina dei Mori di Scicli e le mummie della chiesa di Santa Anna a Modica hanno subito un simile trattamento. In entrambi i casi, i trasporti sono avvenuti a bordo di carri funebri.
Il soprintendente ai beni culturali di Ragusa, Antonino De Marco, ha dichiarato che tutta la documentazione necessaria per autorizzare l'operazione era in regola. Ha aggiunto che l'associazione proponente il progetto possedeva tutte le qualifiche richieste. La decisione finale spetta ora all'assessorato regionale.
La questione solleva interrogativi importanti sulla gestione e conservazione del patrimonio bioantropologico siciliano. È fondamentale bilanciare le esigenze della ricerca scientifica con la tutela dei beni culturali e la salvaguardia della salute pubblica. La comunità scientifica attende chiarimenti e decisioni dall'assessorato regionale.
Le persone hanno chiesto anche:
Perché è stato trasportato una mummia in ospedale?
La mummia di Olivio Sossi è stata trasportata in ospedale per essere sottoposta a una tomografia computerizzata (TAC), al fine di condurre studi diagnostici.
Quali sono i rischi nel trasportare una mummia?
Il trasporto di una mummia comporta il rischio di danneggiare il reperto storico e, potenzialmente, di mettere a rischio la salute pubblica a causa della movimentazione di resti antichi.