Cronaca

Maltrattamento cani: reati prescritti in appello, LAV chiede più peso ai reati

23 marzo 2026, 11:16 2 min di lettura
Maltrattamento cani: reati prescritti in appello, LAV chiede più peso ai reati Immagine generata con AI Isola della scala
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Maltrattamento animali: caso "Amico Cane" a Verona

La Corte d'Appello di Venezia ha confermato la prescrizione dei reati di maltrattamento contestati ai proprietari dell'allevamento “Amico Cane”, situato in provincia di Verona. Il caso risale al 2016, quando furono sequestrati oltre 300 cani, cuccioli e circa 30 altri animali, tra cui bovini, pony, capre e volatili.

Gli imputati, Mattia e Valter Munari, proprietari dell'allevamento di Isola della Scala, e la veterinaria Daniela Monzini, avevano impugnato la sentenza di primo grado del Tribunale di Verona. Quest'ultima aveva riconosciuto il loro concorso nel reato di maltrattamento, infliggendo pene detentive.

Prescrizione in appello: la decisione della Corte Veneta

Nonostante il lavoro investigativo della Procura di Verona e le condanne di primo grado, il tempo trascorso ha portato alla dichiarazione di prescrizione dei reati. La Corte Veneta ha infatti stabilito che i reati contestati si sono estinti per decorrenza dei termini.

«È amaro constatare che un così accurato lavoro di investigazioni... si sia concluso, come purtroppo accaduto in tanti altri casi, con la prescrizione», ha dichiarato l'avvocato Emanuela Pasetto, legale LAV per il caso. La legale ha sottolineato come questo sia un segnale di «non adeguata considerazione della gravità dei reati a danno degli animali».

LAV: soddisfazione per le statuizioni civili

Nonostante la prescrizione dei reati penali, la LAV esprime soddisfazione per la conferma delle statuizioni civili di condanna. La Corte Veneta ha ritenuto condivisibili le motivazioni della sentenza di primo grado, riconoscendo la gravità delle condotte degli imputati.

«La Corte Veneta ha infatti ritenuto condivisibili le motivazioni della sentenza dei Giudici veronesi che hanno affermato il concorso nel delitto di maltrattamento di animali degli allevatori e della veterinaria», ha spiegato Lorenza Zanaboni, Vicepresidente LAV. Secondo il tribunale di Verona, gli imputati avevano sottoposto oltre 360 animali a comportamenti insopportabili, causandone lesioni e omettendo cure necessarie.

Appello al Parlamento per una normativa più efficace

La LAV coglie l'occasione per rinnovare l'appello al Parlamento affinché vengano approvate modifiche legislative che aumentino le pene per i reati contro gli animali e ne garantiscano una maggiore effettività. L'associazione auspica una normativa che tenga maggiormente conto della gravità di tali crimini.

«Chiediamo ai Senatori della Commissione Giustizia... di approvare la nuova Legge con le modifiche positive necessarie», ha concluso la LAV, auspicando un maggiore riconoscimento della tutela degli animali nel sistema giudiziario.

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