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Il Comune di Isernia annuncia un ricorso legale contro il Piano Operativo Sanitario regionale. La decisione di chiudere il punto nascita e ridurre i posti letto in vari reparti mette a rischio la salute di circa 80.000 residenti.

Piano sanitario regionale contestato a Isernia

Il Piano Operativo Sanitario per il periodo 2026-2028, approvato dai commissari regionali con il decreto 62, è al centro di una forte opposizione a Isernia. L'amministrazione comunale ritiene che questo piano violi il diritto alla salute per circa 80.000 persone residenti nella provincia.

Una delle critiche più aspre riguarda la prevista chiusura del Punto Nascita. Questo provvedimento renderebbe Isernia l'unica provincia del Molise priva di un servizio così fondamentale. La decisione è stata formalizzata con un atto d'indirizzo votato all'unanimità dal consiglio comunale.

L'atto conferisce al sindaco e alla giunta il mandato di intraprendere tutte le azioni legali necessarie. L'obiettivo è ottenere l'annullamento delle disposizioni contenute nel Piano Operativo Sanitario (POS) relative all'ospedale 'Veneziale'.

Sindaco protesta da quattro mesi

Il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, sta portando avanti una protesta personale da oltre quattro mesi. Il primo cittadino ha scelto di dormire in una tenda di fronte all'ospedale 'Veneziale'. La sua azione mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sui gravi disagi che affliggono la sanità locale.

Il documento contestato, dopo un'intensa discussione in consiglio, sarà presentato alla conferenza dei sindaci. Oltre alla soppressione del Punto Nascita, il piano prevede anche la riduzione dei posti letto in reparti cruciali. Tra questi figurano Psichiatria, Medicina, Oncologia, Unità Coronarica, Terapia Intensiva, Ginecologia e Chirurgia Generale.

Richiesta di equità negli investimenti sanitari

Il sindaco Castrataro ha evidenziato come, negli ultimi anni, i reparti ospedalieri siano stati progressivamente indeboliti. Ha contrapposto questa situazione agli investimenti effettuati in sanità a Campobasso e Termoli. Il primo cittadino chiede che Isernia riceva un trattamento equo in termini di risorse e potenziamento dei servizi sanitari.

La discussione in consiglio comunale ha visto un acceso dibattito tra i consiglieri di maggioranza e opposizione. La consigliera Filomena Calenda ha proposto le dimissioni congiunte di tutti i membri del consiglio. Tale gesto sarebbe un segnale di forte protesta politica contro i tagli previsti per l'ospedale 'Veneziale'.

Mobilitazione della società civile

La preoccupazione per il futuro della sanità locale non si limita alle istituzioni. La società civile si sta mobilitando attivamente per difendere i servizi essenziali. Le madri di Isernia hanno annunciato un sit-in presso l'ospedale per salvare il Punto Nascita.

L'iniziativa delle madri è prevista per il giorno successivo alla presentazione del piano alla conferenza dei sindaci. Successivamente, gli studenti di Isernia hanno annunciato una manifestazione di protesta per la settimana seguente. La loro azione mira a sostenere la causa e a chiedere il mantenimento dei servizi sanitari.

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