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La Guardia di Finanza di Ischia ha sequestrato beni per oltre 7 milioni di euro a tre società che operavano nella gestione dei rifiuti urbani. Le imprese sono sospettate di essere state utilizzate per riciclare denaro legato al clan dei Casalesi.

Sequestro da 7 milioni nel settore rifiuti a Ischia

La Guardia di Finanza di Ischia ha eseguito un importante sequestro di beni. L'operazione ha interessato tre società attive nel settore della raccolta dei rifiuti urbani. Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo supera i sette milioni di euro. Questo provvedimento mira a colpire le attività economiche sospettate di legami con la criminalità organizzata.

Le società coinvolte operavano in numerosi comuni della Campania. Le aree di interesse principale includono le province di Napoli e Caserta. Il sequestro è stato disposto d'urgenza dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli. Le indagini puntano a un presunto sistema di riciclaggio di denaro.

Secondo gli investigatori, le imprese sarebbero state utilizzate per reimpiegare capitali illeciti. Questi fondi sarebbero riconducibili al clan dei Casalesi. L'operazione si inserisce in un contesto investigativo più ampio contro la criminalità organizzata.

Indagini sulla gestione dei rifiuti e riciclaggio

L'operazione attuale rappresenta un'evoluzione di un'inchiesta avviata in precedenza. Nel marzo scorso, infatti, erano già state eseguite diverse misure cautelari. Tra queste, gli arresti domiciliari per un imprenditore locale di Ischia. L'indagine era partita nel 2022.

I finanzieri della compagnia di Ischia, all'epoca guidata dal capitano Antonio Giglio, avevano notato un incremento anomalo del volume d'affari. L'aumento riguardava una società isolana attiva nella raccolta differenziata dei rifiuti. Questo dato aveva destato sospetti e avviato approfondimenti.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di identificare legami economici con persone vicine alla criminalità organizzata. È emersa l'ipotesi di un sistema di riciclaggio. Questo sistema sfruttava il business della gestione dei rifiuti per ripulire denaro di provenienza illecita. Le indagini sono proseguite per anni.

Evoluzione delle indagini e sequestro preventivo

Le attività investigative sono state portate a conclusione sotto la guida dell'attuale comandante della Guardia di Finanza di Ischia. Si tratta del capitano Giovanni Maria De Giorgio. Già nel marzo precedente, le indagini avevano portato al sequestro delle quote di una società. Questa società era ritenuta uno strumento per il reimpiego dei proventi di attività criminali.

I successivi accertamenti hanno permesso di ricostruire dettagliatamente i flussi finanziari. È stata individuata una progressiva spoliazione del patrimonio aziendale. Questa spoliazione riguardava l'impresa già sottoposta a sequestro. La procura ha quindi ritenuto necessario un nuovo intervento.

Secondo la procura, attraverso fittizi conferimenti di rami d'azienda, la struttura imprenditoriale sarebbe stata trasferita. Questo trasferimento sarebbe avvenuto a favore di altre tre società. Il tutto sarebbe avvenuto tramite l'uso di prestanome. A queste nuove società erano stati attribuiti appalti per un valore complessivo di circa 75 milioni di euro.

Il provvedimento del Gip e l'affidamento a un amministratore giudiziario

Per prevenire la dispersione del patrimonio e interrompere le presunte attività illecite, la procura ha disposto un nuovo sequestro preventivo. Questo provvedimento sottrae alla disponibilità degli amministratori beni aziendali per oltre 7 milioni di euro. Inoltre, è stato sequestrato il capitale sociale delle tre imprese. Il valore nominale complessivo di questo capitale è di 240mila euro.

Le aziende coinvolte sono state affidate a un amministratore giudiziario. Questo professionista avrà il compito di gestire le attività in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari. Il 23 ottobre, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Napoli ha convalidato il provvedimento. Il GIP ha emesso un proprio decreto di sequestro preventivo, confermando la validità delle azioni intraprese.

L'operazione evidenzia l'impegno delle forze dell'ordine nel contrasto alla criminalità organizzata. Il settore della gestione dei rifiuti è spesso terreno fertile per infiltrazioni illecite. La Guardia di Finanza continua a monitorare attentamente queste attività per garantire la legalità e la trasparenza.

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