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Il polistrumentista Alessandro Trabace, originario di Irsina, ha dimostrato il suo talento all'Ariston, unendo innovazione musicale e legami con la tradizione lucana. Il suo percorso artistico, iniziato in famiglia, lo ha portato a collaborare con artisti di fama nazionale.

Il Viaggio Musicale di Alessandro Trabace

Il percorso artistico di Alessandro Trabace, musicista originario di Irsina, è un affascinante intreccio di ricerca sonora e profondo legame con le sue radici. Questo talentuoso violinista, polistrumentista e arrangiatore ha recentemente calcato il prestigioso palco dell'Ariston di Sanremo. La sua carriera è un esempio di come la tecnica musicale possa fondersi con una spiccata sensibilità artistica.

La sua formazione musicale ha avuto inizio in un ambiente familiare ricco di stimoli. La musica era una presenza costante nella sua quotidianità. Il pianoforte del fratello Angelo e gli strumenti a fiato del padre Giuseppe e del fratello Pietro hanno creato un terreno fertile per la sua passione. Trabace stesso descrive questa atmosfera:

«Nella mia famiglia ci si passava gli strumenti musicali così come ci si scambiavano i vestiti. La musica aleggiava costantemente e io la respiravo come fosse fumo passivo, ma non nocivo».

Questa immersione precoce nella musica ha alimentato una passione che ha trovato la sua prima formalizzazione durante gli anni di studio al Conservatorio di Matera. Questo periodo è stato cruciale per la sua crescita professionale. Lì ha scoperto uno degli aspetti più affascinanti della professione musicale: il nomadismo.

I viaggi quotidiani da Irsina a Matera per le lezioni con la sua prima insegnante, Vita Sacco, e i primi concerti da solista hanno segnato tappe fondamentali. Successivamente, queste esperienze si sono ampliate con esibizioni in giro per il mondo con diverse orchestre.

Dagli Studi Accademici all'Innovazione Sonora

Dopo aver conseguito il diploma in violino, il percorso di Alessandro Trabace lo ha portato in Emilia-Romagna. Qui ha intrapreso un periodo di studio intenso e dedicato. Ha approfondito la sua formazione con Oleksandr Semchuk all'Accademia di Imola. Successivamente, ha conseguito la laurea in musica da camera presso il Conservatorio Martini di Bologna.

Questa fase accademica ha rappresentato una solida base per la sua carriera. Tuttavia, dopo aver completato gli studi, Trabace ha iniziato a esplorare una direzione artistica più ampia e trasversale. Questo cambiamento è stato influenzato anche dall'esempio del fratello Angelo.

Angelo Trabace è descritto come una figura istrionica. Non ha mai visto l'arte come qualcosa di rigidamente compartimentato. È capace di esprimersi sia attraverso il disegno sia attraverso la musica e la parola. Questa visione olistica dell'arte ha ispirato Alessandro.

Da questa influenza è nata la sua prima importante collaborazione: lo spettacolo «Sognare Fellini». Questo spettacolo, un omaggio alle musiche di Nino Rota, è stato presentato a Rimini e Parigi. Per Trabace, questa esperienza è stata una sorta di battesimo del fuoco.

«È stato per me una sorta di svezzamento su palchi lontani dal mondo accademico», ha affermato. L'utilizzo del violino elettrico gli ha permesso di esplorare nuove sonorità. Ha potuto così costruire un suono personale e distintivo.

Una Carriera Poliedrica tra Collaborazioni e Progetti Personali

A partire dall'esperienza con «Sognare Fellini», l'attività artistica di Alessandro Trabace si è fatta sempre più articolata. La sua carriera spazia tra produzioni discografiche, colonne sonore e progetti sperimentali. La collaborazione con il fratello Angelo è diventata stabile.

Insieme, lavorano alla produzione e composizione di musiche originali e colonne sonore. Parallelamente, Trabace porta avanti numerosi altri percorsi artistici. È co-fondatore della band sperimentale I Metameccanici. Lavora come arrangiatore per diverse case discografiche.

Collabora inoltre con svariati artisti emergenti e affermati. Un altro ambito della sua attività è la sonorizzazione di film muti. Realizza questi progetti sia in forma solista sia con collettivi musicali.

Al di là dei traguardi professionali raggiunti, Trabace mantiene una visione della musica incentrata sull'ascolto e sulla relazione umana. Questo principio guida la sua interazione con gli altri musicisti e con il pubblico.

«Credo che alla base ci sia una cosa fondamentale: imparare ad ascoltare», sostiene. La figura del direttore d'orchestra lo ha sempre affascinato per questo motivo. Il direttore è l'unico sul palco che «suona» ascoltando, senza uno strumento fisico tra le mani.

Per Trabace, il vero musicista è colui che possiede la capacità di ascoltare attentamente. Il rapporto con un'orchestra, o con qualsiasi ensemble, dovrebbe essere un dialogo continuo. Non dovrebbe mai essere un'imposizione unilaterale.

L'Esperienza all'Ariston e il Legame con Irsina

La recente esperienza al Festival di Sanremo si inserisce perfettamente in questa filosofia artistica. Trabace non la considera un punto di arrivo, ma piuttosto una nuova tappa nel suo percorso in continua evoluzione. Ha diretto il brano di Claudia (Levante).

Ha descritto Levante come un'artista dotata di una voce incantevole e di una rara sensibilità. Ha sottolineato la grande empatia che si è creata tra loro. «Abbiamo costruito fin da subito un bellissimo rapporto, anche umano», ha evidenziato.

Trabace si dichiara riconoscente a Levante per avergli affidato la direzione del suo brano. Ha sentito una profonda connessione con la musica sin dal primo ascolto. Questo ha reso l'esperienza particolarmente significativa.

Nonostante i crescenti impegni professionali in Italia e all'estero, Alessandro Trabace mantiene un legame indissolubile con la sua terra d'origine, Irsina. Questo luogo continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la sua identità.

«A Irsina ho vissuto un'infanzia 'randagia' e felice», ricorda con affetto. È un luogo dove ha potuto esercitare ampiamente la sua fantasia. È un posto dove raramente si è sentito in pericolo. Cerca di tornare nella sua città natale almeno una volta all'anno.

Ama organizzare gite fuori porta nei paesi della Basilicata che non ha ancora avuto modo di esplorare. Riconosce che ci sono ancora molti luoghi da scoprire nella sua regione. Questo desiderio di esplorazione riflette la sua costante ricerca artistica.

La sua carriera è un esempio di come la dedizione alla ricerca musicale possa coesistere con un profondo rispetto per le tradizioni. Il suo successo all'Ariston è una testimonianza del suo talento eclettico e della sua capacità di emozionare il pubblico.

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