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Referendum Giustizia: 951mila bresciani al voto

19 marzo 2026, 06:00 2 min di lettura
Referendum Giustizia: 951mila bresciani al voto Immagine da Wikimedia Commons Irma
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Elettori e sezioni per il referendum

Domenica 22 e lunedì 23 marzo, la provincia di Brescia si prepara ad accogliere gli elettori per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia. Un appuntamento che coinvolge 951.602 cittadini aventi diritto, un numero in lieve crescita rispetto alle precedenti consultazioni.

L'organizzazione elettorale provinciale si avvale di 1.172 sezioni distribuite in 205 comuni, incluse 10 sezioni ospedaliere. Gli orari di apertura dei seggi saranno dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì.

Brescia capoluogo e centri maggiori

Il comune di Brescia rappresenta il fulcro logistico e demografico, con 140.831 elettori e 203 sezioni. Tra i comuni più grandi per numero di votanti, spiccano Lumezzane con 16.456 iscritti e 26 sezioni, Montichiari con 18.980 elettori e 18 seggi, e Desenzano del Garda che conta 22.323 elettori e 24 sezioni.

Seguono centri significativi come Palazzolo sull'Oglio (14.923 elettori), Chiari (14.012) e Ghedi (13.846), evidenziando una rete urbana densa e distribuita sul territorio.

I comuni più piccoli e la prossimità al voto

Parallelamente, le realtà comunali più piccole mantengono una dimensione quasi comunitaria. Magasa, con soli 101 iscritti, Irma (119) e Valvestino (151) sono tra i comuni con meno elettori, ma dispongono comunque di una propria sezione elettorale. Questa scelta garantisce la prossimità e l'accessibilità al voto anche nelle aree più remote.

La distribuzione delle sezioni vede Lumezzane (26 sezioni) e Desenzano (24 sezioni) primeggiare dopo il capoluogo, mentre numerosi piccoli comuni, anche montani, operano con un unico seggio, sottolineando l'impegno per un presidio democratico diffuso.

Contesto storico dei referendum costituzionali

Il voto bresciano si inserisce nel quadro più ampio dei referendum costituzionali italiani degli ultimi vent'anni. Nel 2001, la riforma del Titolo V vide un'affluenza del 34% con vittoria del sì. Nel 2006, la Devolution fu bocciata con oltre il 61% di no.

Il referendum del 2016 sulla riforma costituzionale promossa da Matteo Renzi registrò un'affluenza superiore al 65% e un netto rifiuto della riforma. Nel 2020, il taglio dei parlamentari ottenne invece un'ampia maggioranza di sì con il 70% dei voti.

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