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Una vasta indagine giudiziaria a Sanremo ha portato a 99 persone indagate per reati legati a droga e telefoni cellulari all'interno del carcere di Valle Armea. L'inchiesta, durata oltre un anno, ha accertato numerosi episodi di spaccio e introduzione illecita di dispositivi elettronici. Tra gli indagati figura anche una psicologa.

Spaccio e cellulari nel carcere di Sanremo

La Procura di Imperia ha concluso un'ampia indagine giudiziaria. L'obiettivo era fare luce su traffici illeciti nel penitenziario di Valle Armea. Sono 99 le persone indagate. Il pubblico ministero Matteo Gobbi ha formulato 131 capi d'accusa. I fatti investigati coprono il periodo tra il 2023 e il luglio 2024.

Le contestazioni spaziano dallo spaccio di sostanze stupefacenti. Riguardano anche l'introduzione illegale di telefoni cellulari. Sono incluse accuse di ricettazione e false dichiarazioni. Le indagini hanno coinvolto detenuti e persone a loro collegate. Sono stati raggiunti dall'avviso di conclusione delle indagini sia i reclusi che i loro familiari. Coinvolti anche conoscenti, sia cittadini italiani che stranieri. Hanno partecipato all'indagine anche operatori interni all'istituto penitenziario.

Psicologa coinvolta nell'introduzione di un telefono

Tra gli episodi più significativi contestati, spicca quello relativo a una psicologa. La professionista, regolarmente impiegata presso la struttura carceraria, è accusata di aver introdotto un telefono cellulare. Questo dispositivo era destinato a due detenuti. La psicologa avrebbe mantenuto contatti con loro tramite videochiamate. L'accusa evidenzia la gravità della condotta, data la posizione della professionista all'interno dell'istituto.

Ristoratore indagato per accrediti di denaro

In relazione a una vicenda di accrediti di denaro su carte prepagate. Questi fondi erano destinati all'acquisto di sostanze stupefacenti. Sarebbe indagato Salvatore Aldobrandi. Si tratta di un ristoratore già noto alle cronache giudiziarie. Aldobrandi era stato condannato in primo grado all'ergastolo. La pena è stata poi ridotta in Appello a 14 anni di reclusione. La sua precedente condanna riguarda l'omicidio di Sargonia Dankha. La vittima, di 21 anni, scomparve nel 1995 in Svezia. L'omicidio avvenne a Linkoping.

Dettagli sull'inchiesta e le accuse

L'inchiesta ha messo in luce un sistema complesso. Questo sistema permetteva l'ingresso di droga e telefoni nel carcere di Valle Armea. Le indagini hanno richiesto un lavoro meticoloso di raccolta prove. Sono state analizzate comunicazioni e movimenti finanziari. L'obiettivo è smantellare le reti di spaccio interne. Si vuole anche interrompere il flusso di comunicazioni illecite. La presenza di telefoni cellulari in carcere rappresenta un serio problema. Facilita l'organizzazione di attività criminali anche all'esterno. Le false attestazioni riguardano presumibilmente tentativi di occultare i traffici.

Il ruolo dei familiari e conoscenti

L'indagine ha accertato il coinvolgimento di persone esterne al carcere. Familiari e conoscenti dei detenuti hanno agito da intermediari. Hanno facilitato l'introduzione di beni illeciti. Questo aspetto sottolinea la necessità di controlli più stringenti. I controlli riguardano sia i visitatori che i pacchi destinati ai reclusi. La collaborazione tra detenuti e il mondo esterno è un canale privilegiato per lo spaccio.

Le conseguenze legali per gli indagati

I 99 indagati dovranno ora affrontare le conseguenze legali. L'avviso di conclusione delle indagini è il primo passo verso un eventuale rinvio a giudizio. Le accuse sono molteplici e gravi. La Procura di Imperia si aspetta una risposta concreta dalla giustizia. L'obiettivo è garantire la sicurezza all'interno degli istituti penitenziari. Si mira anche a contrastare il crimine organizzato che opera anche da dietro le sbarre. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione della sicurezza carceraria.

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