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La Corte di Giustizia Tributaria ha confermato un'evasione IVA di circa 12 milioni di euro relativa allo yacht Predator. L'appello della società armatrice è stato respinto, confermando l'accertamento fiscale delle Dogane di Imperia.

Confermata evasione IVA per yacht Predator

La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Liguria ha rigettato l'appello presentato dalla società armatrice e dal comandante dello yacht Predator. Questo pronunciamento conferma l'accertamento fiscale eseguito nel 2021 dalla Dogana di Imperia. L'ufficio, ora Area Territoriale di Imperia - Ufficio Adm Liguria 3, aveva contestato un'evasione di circa 12 milioni di euro di IVA.

Il proprietario del Predator, un'imbarcazione privata battente bandiera delle Isole Cayman, era accusato di aver violato il regime doganale di ammissione temporanea. Questo regime permette ai beni extra-UE di entrare e sostare nell'Unione Europea senza pagare IVA e dazi. La condizione fondamentale è che la permanenza sia solo temporanea e che il bene venga riesportato entro termini prestabiliti.

La ricostruzione dei fatti operata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha dimostrato la correttezza dell'accertamento doganale. La nota sottolinea la validità delle conclusioni raggiunte dall'ufficio.

Abuso del diritto per eludere l'IVA

La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado aveva già validato l'accertamento operato dall'ufficio doganale. Successivamente, il giudice di secondo grado della Liguria ha emesso una sentenza di rigetto dell'appello, depositata il 15 aprile 2026. La decisione evidenzia che l'imbarcazione è rimasta in territorio extra-UE per soli 132 giorni.

Questo periodo contrasta nettamente con circa 12 anni di permanenza nei porti italiani e francesi. Il giudice ha inoltre rilevato che il comandante, abitualmente presente a Imperia, ha posto in essere condotte configurabili come un evidente abuso del diritto. L'intento principale sembrava essere quello di evadere l'IVA.

L'imbarcazione, infatti, stazionava prevalentemente nel porto di Imperia. Occorre sottolineare che era ormeggiata presso un posto barca locato per ben cinquant'anni. Questa lunga permanenza e la locazione a lungo termine sono elementi chiave che hanno portato alla decisione della Corte.

Dettagli dell'accertamento fiscale

L'accertamento fiscale iniziale da parte della Dogana di Imperia si è concentrato sulla reale destinazione d'uso dello yacht Predator. Nonostante la bandiera delle Isole Cayman, l'imbarcazione ha trascorso la maggior parte del tempo all'interno dell'Unione Europea. Questo ha fatto scattare le verifiche sul regime di ammissione temporanea.

La normativa prevede che i beni ammessi temporaneamente debbano essere riesportati. La permanenza prolungata, come nel caso del Predator, fa decadere i benefici fiscali. L'IVA e i dazi dovuti sull'importazione sarebbero quindi dovuti.

La sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado conferma la correttezza dell'operato dell'Agenzia delle Dogane. L'appello presentato dalla difesa non ha trovato accoglimento. La decisione rafforza la vigilanza dell'amministrazione finanziaria su queste tipologie di imbarcazioni di lusso.

Implicazioni legali e fiscali

La vicenda dello yacht Predator evidenzia la complessità delle normative doganali e fiscali applicabili alle imbarcazioni di lusso. L'abuso del diritto, come rilevato dal giudice, è un concetto chiave nelle contestazioni fiscali. Si verifica quando un contribuente sfrutta le lacune normative per ottenere un vantaggio fiscale indebito.

La sentenza rappresenta un precedente importante per casi simili. Sottolinea l'importanza di una corretta dichiarazione dei periodi di permanenza e dell'uso effettivo dei beni ammessi in regime di temporanea importazione. La Dogana di Imperia ha dimostrato la sua capacità di accertamento in materia.

La conferma dell'accertamento da 12 milioni di euro avrà significative implicazioni finanziarie per la società armatrice. La decisione della Corte di Giustizia Tributaria chiude una lunga controversia legale. La permanenza prolungata e la locazione del posto barca per cinquant'anni sono stati elementi determinanti.

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