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Claudio Scajola, sindaco di Imperia, è stato assolto con formula piena dall'accusa di favoreggiamento. L'ex ministro esprime sollievo e critica la gestione dei procedimenti giudiziari.

Assoluzione per il sindaco di Imperia

La giudice del tribunale di Imperia, Francesca Di Naro, ha pronunciato la sentenza nel primo pomeriggio. Claudio Scajola è stato assolto con la formula «perché il fatto non sussiste». L'accusa nei suoi confronti riguardava il reato di favoreggiamento.

Il verdetto arriva dopo un iter giudiziario durato quattro anni. Scajola, visibilmente sollevato, ha commentato la decisione. Ha sottolineato come l'assoluzione con questa motivazione implichi l'inesistenza del fatto contestato. «Non è che bisognasse scomodare Cartesio per dirlo», ha affermato l'ex ministro.

Critiche alla gestione delle indagini

Scajola ha espresso rammarico per la durata del procedimento. Ha evidenziato come quattro anni abbiano visto l'alternarsi di quattro magistrati. Sono state necessarie indagini e l'escussione di venti testimoni.

L'ex ministro ha posto l'accento sui costi, sia umani che economici, di tali procedimenti. «Avete idea di quanto è costato questo processo?» ha chiesto retoricamente. Ha ricordato come, in caso di condanna, la pena massima sarebbe stata di soli 316 euro.

Ha criticato la tendenza ad aprire indagini senza un fondamento solido. «Abbiamo bisogno di giustizia, ma non abbiamo bisogno di perdere tempo», ha dichiarato. Ha anche fatto riferimento al danno reputazionale subito, venendo percepito dall'opinione pubblica come indagato per aver aiutato qualcuno a costruire un palazzo.

Appello contro le "indagini seriali"

Claudio Scajola ha ribadito la sua fiducia nella giustizia. Tuttavia, ha lanciato un appello affinché cessi quella che ha definito «l'attitudine a essere un indagato seriale» presso il tribunale di Imperia. Ha ricordato con un sorriso ironico di aver contribuito alla costruzione dello stesso tribunale quando ricopriva la carica di sindaco.

Ora, invece, si ritrova a «praticarlo come se andassi in palestra», metafora per descrivere la frequenza con cui si è trovato coinvolto in procedimenti giudiziari. La sentenza di primo grado segna un punto fermo in una vicenda che ha visto protagonista l'ex ministro per diversi anni.

Il percorso giudiziario

Il processo ha visto coinvolti diversi attori e ha richiesto un notevole dispiegamento di risorse. La decisione del tribunale di Imperia chiude un capitolo importante per Claudio Scajola. L'assoluzione con formula piena è il riconoscimento della sua estraneità ai fatti contestati.

La vicenda solleva interrogativi sulla tempestività e sulla fondatezza delle indagini. L'ex ministro ha voluto esprimere il suo punto di vista in modo chiaro. Ha sottolineato l'importanza di un sistema giudiziario efficiente e rispettoso dei tempi e delle risorse.

La sua dichiarazione finale è un monito rivolto alle istituzioni. L'auspicio è che si possa evitare di incorrere in procedimenti giudiziari che si rivelano poi infondati. Questo permetterebbe di concentrare le energie su casi realmente meritevoli di attenzione.