Emanuel Iannuzzi, detenuto per maltrattamenti sfociati in morte, ha incontrato i suoi avvocati per quasi cinque ore. L'uomo, accusato insieme alla madre della vittima, ha fornito la sua versione dei fatti, mantenendo il riserbo sulla strategia difensiva.
Colloquio in carcere con i difensori
Emanuel Iannuzzi, 42 anni, ha trascorso quasi cinque ore in colloquio con i suoi legali. L'incontro si è svolto nel carcere di Ivrea, dove l'uomo è recluso in custodia cautelare. I suoi difensori, gli avvocati Cristian Urbini e Maria Gioffré, hanno raggiunto il loro assistito nel penitenziario.
La misura cautelare è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Massimiliano Botti. L'inchiesta è condotta dalla Procura di Imperia. Riguarda la tragica morte della piccola Beatrice, di soli due anni. La bambina era figlia della compagna di Iannuzzi, Emanuela Aiello.
Accuse di maltrattamenti aggravati dalla morte
Iannuzzi è accusato di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. La stessa accusa pesa anche sulla madre della bambina, Emanuela Aiello. Al termine del lungo colloquio, i legali hanno dichiarato: «Ci siamo confrontati sugli elementi indiziari più rilevanti. Ha dato le sue spiegazioni ma per ora manteniamo il riserbo».
L'uomo si era avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia. Questo era avvenuto lo scorso 3 giugno davanti al gip. Iannuzzi si è sempre dichiarato innocente. Attualmente si trova in isolamento nel carcere di Ivrea.
Questa misura detentiva è prevista per casi particolarmente delicati. Hanno anche una forte rilevanza mediatica. Il confronto con i difensori segna il primo lungo dialogo dopo settimane di silenzio processuale. La strategia difensiva resta ancora avvolta dal riserbo.
Ricostruzione dei fatti e indagini
Secondo quanto emerso, Iannuzzi avrebbe fornito ai suoi avvocati una personale ricostruzione degli eventi contestati. L'inchiesta della Procura di Imperia mira a chiarire le circostanze della morte della piccola Beatrice. La bambina è stata trovata priva di vita lo scorso 9 febbraio.
Il ritrovamento è avvenuto nell'abitazione di Montenero. Gli inquirenti, basandosi anche sugli esiti della perizia medico-legale, ritengono che la morte sia sopraggiunta diverse ore prima. Questo sarebbe accaduto quando la piccola si trovava ancora nella casa di Iannuzzi a Perinaldo.
Anche la madre della bambina, Emanuela Aiello, è detenuta. Sta scontando la medesima ordinanza cautelare. Gli investigatori ipotizzano un contesto di maltrattamenti e sofferenze prolungate per alcuni mesi. La Procura e il gip hanno evidenziato un quadro indiziario con gravissimi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati.