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Le lavoratrici del bar dell'ospedale di Imola hanno subito nuove minacce, culminate in un grave episodio a Pasqua. I sindacati denunciano l'inaccettabile rischio per la sicurezza e chiedono un incontro urgente.

Nuove aggressioni al bar ospedaliero di Imola

Le dipendenti del bar situato all'interno dell'ospedale di Imola hanno nuovamente subito episodi di minaccia. Questo quanto denunciato dai sindacati Filcams Cgil e Uiltucs Emilia-Romagna. Le aggressioni e le intimidazioni hanno superato ogni limite di tollerabilità.

Durante la giornata di Pasqua, un individuo ha manifestato un comportamento sospetto. Richiesto il pagamento anticipato per alcuni prodotti, l'uomo ha reagito con toni violenti. Ha insultato le lavoratrici e preteso la consegna immediata della merce. La situazione è degenerata rapidamente.

È stato necessario l'intervento della portineria dell'ospedale. Anche il personale di vigilanza è intervenuto. Le Forze dell'Ordine sono state chiamate sul posto per sedare gli animi. L'episodio segue un precedente grave incidente avvenuto a marzo.

Sindacati: "Incolumità a rischio, richieste ignorate"

I rappresentanti sindacali hanno sottolineato la gravità della situazione. Non si tratta di semplici "episodi spiacevoli". Viene messa a repentaglio l'incolumità fisica e psicologica del personale. Queste persone garantiscono un servizio essenziale in una struttura sanitaria pubblica.

Già il 5 marzo, i sindacati avevano richiesto un incontro urgente. L'obiettivo era discutere della sicurezza nel bar ospedaliero. Questo a seguito di una precedente aggressione verbale. L'individuo aveva minacciato di morte il personale. Aveva anche brandito un coltello.

Ad oggi, quella richiesta è rimasta senza risposta. I sindacati interpretano questo silenzio come una mancanza di responsabilità. Non si sta affrontando adeguatamente una situazione di rischio nota e documentata. Lavorare nella paura è inaccettabile.

Sicurezza sul lavoro violata

Il personale si trova a fronteggiare soggetti problematici. Spesso mancano adeguati presidi di vigilanza. A volte si lavora in condizioni di solitaria. Questo costituisce una palese violazione del diritto alla sicurezza sul lavoro. I sindacati ribadiscono la necessità di interventi concreti.

La chiusura anticipata del bar a Pasqua e la mancata apertura il 6 aprile sono segnali preoccupanti. Certificano che il rischio è reale. È riconosciuto dagli stessi responsabili del servizio. La priorità assoluta deve essere l'incolumità delle lavoratrici.

Richiesta di incontro urgente

I sindacati non accetteranno che il bar dell'ospedale rimanga un "punto scoperto" sulla sicurezza. Chi lavora non può essere lasciato solo ad affrontare situazioni pericolose. È inaccettabile che in un ospedale, le lavoratrici dei servizi in appalto siano l'anello più debole.

Sono esposte a minacce, insulti e comportamenti aggressivi. Le richieste di confronto restano senza risposta. Per questo, i sindacati chiedono con forza la convocazione immediata di un incontro. Le parti coinvolte sono l'Azienda USL di Imola e Serenissima.

L'incontro deve dare seguito alla richiesta del 5 marzo. L'obiettivo è concordare impegni concreti. Questi devono essere risolutivi e verificabili. La situazione è oggettivamente insostenibile. La responsabilità di garantire sicurezza spetta a tutti. Non può ricadere solo su chi sta dietro al bancone.

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