Genitori a Imola contestano l'esclusione dei loro figli, 8-9 anni, dal programma calcistico per presunte scarse abilità. La decisione della società Sanpaimola solleva dubbi sull'aderenza ai principi federali di inclusione e diritto al gioco.
Esclusi dal vivaio calcistico per scarso talento
Un gruppo di genitori a Imola esprime forte disappunto. I loro figli, di 8-9 anni, sarebbero stati esclusi dai programmi del vivaio del Sanpaimola. La società calcistica imolese, con la prima squadra in Eccellenza e un programma Academy legato al Bologna, ha preso questa decisione per la stagione 2026-2027. I piccoli atleti appartenevano alle categorie Primi Calci e Pulcini nella stagione appena conclusa.
La motivazione addotta riguarderebbe le presunte scarse abilità tecniche dei bambini con il pallone. Questa scelta ha spinto i genitori di circa dieci piccoli calciatori, nati nel 2017, a sollevare il caso. Sono pronti a segnalare l'accaduto alla FGC (Federazione Gioco Calcio).
Scelte tecniche e principio di inclusione
Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Resto del Carlino, l'esclusione sarebbe avvenuta per «scelte tecniche». Il gruppo originale contava 23 elementi. I genitori degli altri bambini sarebbero stati contattati privatamente per il rinnovo del tesseramento. Durante l'incontro con i genitori esclusi, era presente anche un referente di un'altra società calcistica locale.
Questa società si sarebbe mostrata disponibile ad accogliere i piccoli atleti. Le famiglie ritengono che il comportamento della società Sanpaimola sia discutibile. Sottolineano l'età dei bambini coinvolti. Questi piccoli sono inseriti nell'attività di base della FIGC.
Diritto al gioco e tutela dei minori
L'attività di base della FIGC si basa su principi inderogabili. Questi includono l'inclusione, l'accoglienza e il diritto al gioco per tutti. L'abilità tecnica non dovrebbe essere un criterio discriminante. Questi principi sono sanciti dalla «Carta dei Diritti dei Bambini». Sono inoltre ribaditi nel comunicato ufficiale numero 1 del Settore Giovanile e Scolastico federale.
I genitori chiedono ora chiarimenti alla società. La questione genera forte preoccupazione. Riguarda aspetti umani, educativi e l'applicazione delle politiche federali per la tutela dei minori. Le famiglie evidenziano come le categorie Primi Calci e Pulcini abbiano un carattere eminentemente promozionale, ludico e didattico.
Si interrogano sull'impatto che una tale decisione possa avere sui bambini esclusi. La società Sanpaimola è chiamata a spiegare se la decisione sia stata presa per ragioni organizzative. Tuttavia, l'enfasi è posta sul valore educativo e inclusivo di queste fasce d'età nel percorso sportivo.
Chiarimenti richiesti alla società calcistica
Le famiglie dei piccoli calciatori esclusi attendono risposte concrete dalla dirigenza del Sanpaimola. La loro protesta si fonda sulla convinzione che il calcio giovanile, specialmente nelle fasce d'età più basse, debba privilegiare la partecipazione e la crescita individuale. L'obiettivo è garantire a tutti i bambini l'opportunità di divertirsi e imparare attraverso lo sport.
La loro azione mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sportive. Vogliono assicurarsi che i principi di equità e inclusione siano rispettati. La tutela del benessere psicofisico dei minori è al centro della loro preoccupazione. Si spera in una rapida risoluzione della controversia.