Condividi

Un sedicenne di Imola sostiene di essere stato respinto da una discoteca a causa del colore della sua pelle. La direzione del locale smentisce categoricamente, definendo le accuse false e inaccettabili. La vicenda ha portato a una denuncia e a una richiesta di risarcimento danni.

Discriminazione all'ingresso di un locale notturno

Un giovane di Imola, di soli 16 anni, ha sporto denuncia ai carabinieri. Il ragazzo afferma di aver subito un trattamento discriminatorio la sera del 6 giugno. Mentre i suoi amici venivano ammessi all'interno della discoteca, lui sarebbe stato fatto attendere in una fila separata. Successivamente, gli sarebbe stato negato l'accesso al locale.

Il sedicenne ha verbalizzato la sua versione dei fatti, esprimendo sentimenti di umiliazione e discriminazione. Secondo la sua testimonianza, gli addetti alla sicurezza potrebbero averlo escluso a causa della sua origine etnica. Ha ipotizzato che potessero temere che la sua presenza potesse creare problemi all'interno della discoteca.

La replica del gestore e la richiesta di risarcimento

Il gestore della discoteca ha fermamente respinto le accuse. Ha definito le affermazioni del giovane come false e ha dichiarato che l'idea di separare le persone in base al colore della pelle è agghiacciante. Il ragazzo, dopo aver atteso invano fino all'una e mezza, ha chiamato i suoi genitori per essere riaccompagnato a casa. Oltre alla denuncia per violenza privata, la madre del minore ha incaricato un legale. L'avvocato Matteo Murgo ha inviato una diffida e una messa in mora alla discoteca. È stata avanzata una richiesta di risarcimento danni pari a circa 25mila euro. La richiesta è motivata dalla presunta condotta discriminatoria e dal rifiuto di accesso.

Il giovane ha raccontato al quotidiano Il Resto del Carlino di essere arrivato intorno alle 23 con un gruppo di amici. Aveva già acquistato il biglietto d'ingresso online, in prevendita. Poco dopo il suo arrivo, gli addetti alla sicurezza lo avrebbero indirizzato verso una fila distinta. Ha descritto la situazione dicendo: «Attorno a me c'erano solo nordafricani, mulatti e neri e persone moleste».

L'evento e le motivazioni addotte

All'interno della discoteca era in programma il concerto di un rapper, definito un «artista nero». Il giovane ha sottolineato l'importanza dell'evento, a cui partecipavano studenti di diverse scuole. Ha ribadito di essersi sentito umiliato e discriminato, provando anche una forte rabbia. Ha evidenziato il fatto che suo padre vive in Italia da 40 anni e sua madre è italiana. Pertanto, ritiene che il colore della pelle sia stato l'unico motivo del suo mancato ingresso.

Il gestore ha spiegato che non esistono doppie file per separare le persone in base alle loro caratteristiche. Ha trovato preoccupante e sconcertante che qualcuno possa anche solo pensarlo. Ha affermato che l'unico obiettivo dell'organizzazione è garantire la sicurezza. Ha precisato che le decisioni sull'attesa spettano ai buttafuori, un servizio esternalizzato. Questi valutano la situazione in base ai precedenti di una persona in altri locali o se si presenta in stato di alterazione. L'idea di file basate sul colore della pelle è stata definita «agghiacciante».