Cronaca

Bergamo: Valentina Sarto uccisa dal marito, si separavano

18 marzo 2026, 20:46 5 min di lettura
Bergamo: Valentina Sarto uccisa dal marito, si separavano Immagine generata con AI Imola
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A Bergamo, Valentina Sarto, 42 anni, è stata assassinata a coltellate dal marito, Vincenzo Dongellini, 50 anni. La coppia stava affrontando una separazione e la vittima aveva una nuova relazione. L'uomo, dopo l'omicidio, ha tentato il suicidio.

Femminicidio a Bergamo: Valentina Sarto uccisa in casa

La città di Bergamo è sconvolta da un nuovo, terribile femminicidio. La vittima è Valentina Sarto, una donna di 42 anni originaria del Bolognese. La sua vita è stata brutalmente interrotta all'interno della sua abitazione, in via Pescaria, nel quartiere Valtesse. L'assassino è il marito, Vincenzo Dongellini, 50 anni, originario di Casalfiumanese, in provincia di Imola.

L'aggressione è avvenuta nella tarda mattinata di martedì 18 marzo. Valentina Sarto è stata colpita a morte con numerose coltellate. I fendenti hanno raggiunto la gola, la schiena e la testa della donna. Il delitto si è consumato nella camera da letto dell'appartamento che la coppia condivideva.

Dopo aver compiuto l'omicidio, Vincenzo Dongellini ha tentato di togliersi la vita. Ha ingerito dei farmaci e si è procurato delle ferite, ma i suoi tentativi sono falliti. Attualmente si trova ricoverato, sotto stretta sorveglianza, all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. È stato arrestato.

La dinamica: separazione e gelosia alla base del delitto

Le indagini, coordinate dal pm Antonio Mele e condotte dalla Squadra Mobile di Bergamo, puntano verso un movente legato alla gelosia e all'incapacità di accettare la fine della relazione. Valentina Sarto e Vincenzo Dongellini stavano insieme da circa dieci anni. Si erano sposati nel maggio del 2025, dopo un lungo periodo di convivenza, come testimoniano alcune foto presenti sui social media.

Tuttavia, il rapporto si era deteriorato. Valentina aveva manifestato la volontà di separarsi, non riuscendo più a sopportare la relazione ormai logorata. Questa decisione non è stata accettata dal marito, innescando una spirale di litigi e minacce.

Solo nella notte tra lunedì e martedì, i vicini avevano udito le urla provenienti dall'appartamento, segno di un violento diverbio tra i coniugi. La situazione era precipitata.

Da circa metà febbraio, Valentina Sarto aveva iniziato una nuova frequentazione. Si era innamorata di un altro uomo, conosciuto nel locale dove lavorava, il Baretto, situato di fronte alla New Balance Arena, stadio dell'Atalanta. Questo nuovo legame è stato probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso per Dongellini.

Le parole del nuovo compagno: “Era gelosissimo, l’avevo accompagnata dai carabinieri”

Il nuovo compagno di Valentina Sarto, visibilmente distrutto dal dolore, ha raccontato la sua versione dei fatti. «C'era un rapporto teso», ha dichiarato, parlando della relazione tra Valentina e Vincenzo. «Perché non è andata via di casa? Perché lui la minacciava, sapeva che lei era innamorata di un altro», ha aggiunto, confermando le difficoltà della vittima.

«Ci eravamo visti mercoledì», ha proseguito l'uomo, riferendosi a un incontro con Valentina. «Era gelosissimo. Hanno avuto una discussione pesante. Hanno discusso anche perché lei si era iscritta a una palestra». Quest'ultimo dettaglio, apparentemente banale, sottolinea l'estrema gelosia e il controllo esercitato dal marito.

«Sabato scorso l’ho accompagnata dai carabinieri di Almenno San Bartolomeo per capire cosa fare», ha rivelato il compagno. «Valentina era convinta di poterlo gestire. E invece…». Queste parole evidenziano il tentativo della donna di trovare una soluzione legale e la sua sottovalutazione del pericolo imminente.

La violenza è esplosa nella tarda mattinata di martedì, quando Dongellini ha impugnato il coltello e ha colpito la moglie. L'appartamento si trova al piano terra di una corte, in una zona residenziale tranquilla, composta da villette e palazzine, un contesto che rende ancora più agghiacciante l'accaduto.

Le indagini e le reazioni istituzionali

Al momento dell'irruzione delle forze dell'ordine e dei sanitari del 118, Vincenzo Dongellini era ancora in casa, con ferite superficiali. Ha confessato parzialmente, parlando di una lite. Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio dell'omicidio. Dai primi accertamenti, non risultano precedenti segnalazioni alle forze dell'ordine per liti o episodi di violenza domestica tra la coppia.

La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha espresso il suo profondo cordoglio e la sua ferma condanna: «Un femminicidio è un crimine agghiacciante, un dolore terribile per tutte noi, una ferita profonda per la città di Bergamo. Una donna è stata uccisa dal partner e con lei vengono spezzati affetti, relazioni, progetti di vita.

Non possiamo permettere che diventi solo un numero in una lunga e inaccettabile sequenza; dietro ogni caso ci sono una storia, un volto, una vita, non un caso da aggiungere alla statistica. Bergamo si stringe con commozione attorno ai famigliari colpiti da questa violenza». Le sue parole sottolineano la necessità di combattere la cultura del possesso e della violenza di genere.

Valentina Sarto lavorava al Baretto, un locale noto per essere un punto di ritrovo per i tifosi dell'Atalanta, squadra che gioca nella vicina New Balance Arena. La sua morte lascia un vuoto incolmabile nella comunità locale e tra i suoi affetti.

Questo tragico evento riaccende i riflettori sull'emergenza della violenza domestica e sui femminicidi, purtroppo ancora troppo frequenti nel nostro Paese. Le statistiche continuano a essere allarmanti, nonostante gli sforzi per sensibilizzare l'opinione pubblica e rafforzare gli strumenti di prevenzione e protezione.

La vicenda di Valentina Sarto si aggiunge alla lunga e dolorosa lista di donne uccise dai propri partner o ex partner. Un monito costante sulla necessità di un impegno collettivo per sradicare la violenza di genere e garantire sicurezza e dignità a tutte le donne.

Le indagini proseguiranno per chiarire ogni aspetto di questa terribile vicenda. La comunità di Bergamo si unisce nel dolore e nell'indignazione, sperando che simili tragedie possano un giorno cessare di verificarsi.

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