Tre uomini sono stati arrestati a Gubbio per aver estorto denaro e beni a commercianti e imprenditori locali. Le indagini hanno rivelato un modus operandi basato su minacce di morte e violenza.
Minacce e violenze contro commercianti eugubini
Un clima di terrore si era instaurato a Gubbio. Tre uomini, originari della Puglia, sono stati fermati dai Carabinieri. Le accuse sono pesanti: estorsione aggravata, lesioni, violenza privata, danneggiamento, furto e spaccio. Le loro azioni intimidatorie miravano a commercianti e imprenditori della zona. Le minacce erano esplicite: «Se chiami i carabinieri ti ammazzo», dicevano a un negoziante. Ad altri prospettavano conseguenze peggiori se fossero stati arrestati, promettendo di farli «sparire» con l'aiuto di complici.
Il Gip, Giorgio Margheri, ha disposto il carcere per i tre. Secondo il giudice, avevano creato un vero e proprio «meccanismo intimidatorio». La violenza e la reputazione acquisita servivano a rafforzarsi a vicenda. Ogni atto aggressivo aumentava il timore delle vittime. Questo timore rendeva più efficaci le loro richieste, anche senza minacce dirette. La loro attività criminale si svolgeva a Gubbio.
Un'escalation di violenza e richieste
Le indagini condotte dalla Compagnia di Gubbio, con il supporto dei colleghi di Gallipoli, hanno portato alla luce numerosi episodi. I tre uomini prendevano di mira commercianti e cittadini eugubini. Non si trattava solo di richieste di denaro. Erano frequenti aggressioni, danneggiamenti e intimidazioni. Questi atti rendevano quasi impossibile per le vittime opporsi alle loro richieste.
Un episodio particolarmente violento è accaduto a marzo 2025 in un bar di Padule. I tre avevano consumato birre e patatine senza pagare. Quando un cliente ha fatto notare che il conto andava saldato, è scattata la reazione. «Che vuoi, fai la spia», gli avrebbero detto. La discussione è degenerata rapidamente. Il cliente sarebbe stato colpito con pugni, calci, una sedia e un tavolo. La violenza era il loro strumento principale.
Estorsioni continue e debiti crescenti
Le richieste dei tre non si limitavano al denaro contante. Un commerciante ha subito pressioni per oltre due anni. Era costretto a consegnare merce, sigarette e consumazioni gratuitamente. Doveva anche prestare soldi che non gli venivano mai restituiti. Il debito accumulato, secondo le indagini, ammontava a circa 1.500 euro. In un'altra occasione, uno degli indagati ha preso direttamente da dietro il bancone un cartone di sigarette, senza pagare.
C'era chi veniva spinto a trovare i soldi in altri modi. A un giovane è stato intimato di consegnare 50 euro. Non avendo il portafoglio, gli è stato chiesto di prelevare la somma da uno sportello automatico. Il ragazzo è riuscito a fuggire approfittando di un momento di distrazione. Temeva che la situazione potesse degenerare ulteriormente. La paura di subire aggressioni era diffusa tra i giovani che si rifiutavano di pagare.
Precedenti e apprezzamenti istituzionali
Due dei tre arrestati erano già noti alle forze dell'ordine a Gubbio. Erano stati condannati a sei anni e otto mesi ciascuno per una violenza sessuale avvenuta a settembre 2025 in piazza Quaranta Martiri. Per quel reato si trovavano agli arresti domiciliari nella loro città d'origine, Nardò. Ora devono rispondere di nuove accuse, insieme al terzo complice.
L'operazione ha ricevuto il plauso delle istituzioni. Il prefetto di Perugia, Paolo Canaparo, ha espresso «vivo apprezzamento e il più sentito ringraziamento alla procura di Perugia e ai Carabinieri». Ha sottolineato la brillantezza dell'operazione e l'efficacia dell'azione dello Stato. Il lavoro investigativo dei Carabinieri di Gubbio è stato evidenziato come esempio di tempestività e incisività.