Il Giudice di Pace di Gubbio ha confermato una multa di 5.000 euro inflitta alla consigliera Simona Vitali di Gualdo Tadino per mancata rimozione di manifesti elettorali. La decisione ha messo fine a un acceso dibattito politico locale.
Multa confermata per manifesti elettorali non rimossi
La vicenda giudiziaria ha visto protagonista la consigliera comunale Simona Vitali. Il Giudice di Pace di Gubbio ha emesso una sentenza definitiva. Il ricorso presentato dalla consigliera è stato respinto. La multa contestata ammonta a 5 mila euro. L'importo era stato comminato dal Comune di Gualdo Tadino. La sanzione riguardava la mancata rimozione di alcuni manifesti elettorali. Nonostante il rigetto del ricorso, la consigliera Vitali mantiene la sua carica. Questo è dovuto all'estinzione della lite secondo il Testo Unico degli Enti Locali (Tuel).
Fratelli d'Italia esprime solidarietà alla consigliera
Nei giorni precedenti alla sentenza, il partito Fratelli d'Italia Umbria aveva manifestato il proprio sostegno. La segreteria regionale aveva espresso «solidarietà e vicinanza» alla consigliera Vitali. La situazione era stata definita «molto preoccupante per la vita democratica delle istituzioni locali». Si temeva un precedente negativo. La presa di posizione mirava a difendere la consigliera da quella che veniva percepita come un'azione vessatoria.
La replica del Sindaco di Gualdo Tadino
Il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, ha replicato duramente. Ha affermato che «nessuno è al di sopra della legge». Questo principio vale «tanto più chi ricopre ruoli istituzionali». Il sindaco aveva auspicato il prevalere del «buonsenso sul vittimismo». Il vittimismo era stato definito «ingiustificato ed ingiustificabile». La sua dichiarazione sottolineava la necessità di rispettare le regole. Le regole valgono per tutti, indipendentemente dalla carica ricoperta.
La maggioranza consiliare interviene sulla vicenda
Anche i partiti che compongono la maggioranza consiliare hanno preso posizione. Hanno rilasciato una nota congiunta. Hanno dichiarato che «cade definitivamente il castello di carte». La narrazione distorta delle minoranze è stata criticata. Si è tentato di trasformare l'applicazione delle regole in «un caso di presunta persecuzione politica». La notizia del rigetto dell'istanza da parte del Giudice di Pace pone fine alle polemiche. La multa per le affissioni abusive legate alle elezioni regionali del 2024 è confermata. La maggioranza ha definito il vittimismo di Fratelli d'Italia «infondato e profondamente irrispettoso delle istituzioni».
Principi di equità e rispetto delle normative
La maggioranza ha ribadito che far rispettare le normative è un principio di equità. Questo vale per la propaganda elettorale, il Codice della Strada e i regolamenti sulle affissioni pubbliche. Non si tratta di «censura politica». Si applica a tutti i «normali cittadini». L'operato dell'Amministrazione comunale e degli uffici è stato improntato alla massima trasparenza. La legalità è stata seguita rigorosamente. L'intero iter si è svolto nel rispetto delle norme vigenti. La decisione finale sottolinea l'importanza del rispetto delle regole civiche.
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