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A Gualdo Tadino è stato presentato a livello europeo il polo Nanomat. L'iniziativa, finanziata con fondi Pnrr, mira a supportare le piccole e medie imprese con tecnologie avanzate per i materiali.

Nanomat: un polo per l'innovazione dei materiali

È stato ufficialmente presentato in ambito europeo il centro Nanomat. Questa struttura, situata a Gualdo Tadino, nasce dalla collaborazione tra la Regione Umbria e l'Università degli Studi di Perugia. Si dedica allo studio dei materiali avanzati e dei dispositivi nanostrutturati. Il polo rappresenta un pilastro fondamentale per l'ecosistema dell'innovazione denominato Vitality. La presidente Stefania Proietti ha illustrato il progetto durante un importante dibattito.

L'intervento si è svolto nell'ambito della European Week of Regions and Cities 2026. Il tema del dibattito era «Stronger Together: Place-Based Innovation as a Tool for Territorial Cohesion». Questo evento rientrava nella sessione «Strong Regions, Strong Europe». La presidente Proietti ha quindi portato l'esperienza umbra sul palcoscenico europeo.

Un dibattito con rappresentanti europei

L'incontro, moderato da Matjaž Dragar, direttore generale del ministero sloveno per l'Autogoverno locale, ha visto la partecipazione di diverse figure di spicco. Erano presenti Daniel Fellner, assessore del Land della Carinzia. C'era anche Anne Rudisuhli, consigliera per gli Affari europei del Dipartimento di Bouches-du-Rhône. Hanno partecipato anche Susana Jara Sánchez, direttrice generale per l'Ambiente della Castiglia-La Mancia. Infine, André Knapp, sindaco di Suhl e rappresentante della Turingia presso l'UE.

Questi interventi hanno evidenziato l'importanza della coesione territoriale e dell'innovazione locale. La presenza di rappresentanti da diverse regioni europee ha sottolineato la rilevanza di queste tematiche a livello continentale. Il dibattito ha offerto uno spaccato delle strategie regionali per promuovere lo sviluppo.

Finanziamenti Pnrr per la ricerca avanzata

Il centro Nanomat, che include un hub e un laboratorio di ricerca, ha beneficiato di significativi finanziamenti provenienti dal Pnrr. Questo è quanto emerge da una nota ufficiale dell'ufficio stampa della Giunta regionale. All'interno della struttura operano ricercatori e dottori di ricerca altamente qualificati. L'obiettivo primario è fornire alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese (Pmi), le tecnologie più all'avanguardia.

Queste tecnologie sono destinate all'analisi nanometrica di materiali e prodotti. L'intento è stimolare l'innovazione sia a livello di prodotto che di processo. Si vuole così colmare il divario tecnologico che spesso penalizza le realtà imprenditoriali più piccole. La ricerca di base viene così messa al servizio della produzione.

Innovazione al servizio delle Pmi e dei territori

Il messaggio centrale diffuso dalla presidente Proietti è stato incentrato sull'innovazione come strumento di supporto per le comunità e il sistema delle Pmi. Ha sottolineato come la ricerca e lo sviluppo possano estendersi oltre i grandi centri urbani. Questo permette di sostenere il tessuto economico locale. Offre inoltre ai giovani e ai ricercatori maggiori opportunità per costruire il proprio futuro nei propri territori di origine.

«I finanziamenti europei sono più efficaci», ha dichiarato Proietti, «quando non si limitano a compensare uno svantaggio temporaneo, ma creano competenze e capacità che restano radicate nel territorio». Ha poi elencato gli elementi chiave: «infrastrutture di ricerca, know-how tecnologico, persone qualificate e legami più forti tra università e imprese».

«Il vero successo della politica di coesione», ha aggiunto, «non è solo l'opera completata, ma l'ecosistema dell'innovazione che continua a generare valore nel tempo». Questo approccio mira a creare un circolo virtuoso di crescita sostenibile.

L'importanza per una regione come l'Umbria

La presidente ha evidenziato l'importanza di queste iniziative per una regione come l'Umbria. Il tessuto produttivo regionale è infatti caratterizzato in larga parte da piccole e medie imprese. Queste realtà spesso eccellono per la qualità dei loro prodotti e per le competenze manifatturiere altamente specializzate. Tuttavia, non sempre dispongono delle risorse necessarie per investire internamente in laboratori avanzati.

Non possono permettersi attrezzature all'avanguardia o team di ricerca dedicati. Questi sono fondamentali per testare nuovi materiali o sviluppare processi innovativi. «È qui che gli investimenti pubblici della politica di coesione possono avere un impatto strutturale», ha concluso Proietti, «riducendo la distanza tra la conoscenza scientifica e la produzione».

L'edizione EURegionsWeek 2026, organizzata dalla Commissione europea e dal Comitato europeo delle Regioni, ha posto un focus particolare sulla competitività regionale. Sono state affrontate anche le transizioni verde e digitale, il cambiamento demografico e il «diritto a restare». Questi temi sono cruciali per il futuro delle regioni europee.