Un uomo di 62 anni è stato condannato a 14 anni di carcere per l'omicidio della moglie a Grugliasco. La difesa aveva invocato l'incapacità mentale, ma l'imputato ha dichiarato che i suoi problemi sono iniziati dopo la vaccinazione.
Omicidio a Grugliasco: la sentenza
Pasquale Piersanti, un pensionato di 62 anni, ha ricevuto una condanna a 14 anni di reclusione. L'uomo è accusato di aver ucciso la consorte, Fernanda Di Nuzzo, 61 anni, con numerose coltellate. Il tragico evento si è verificato il 28 maggio 2025 all'interno della loro abitazione a Grugliasco, in provincia di Torino.
La difesa, rappresentata dall'avvocato Andrea Battista, aveva sostenuto la tesi dell'incapacità di intendere e di volere dell'imputato. Si è fatto riferimento a una forte depressione che affliggeva l'uomo. La richiesta era quindi l'assoluzione per motivi psichici.
Le dichiarazioni dell'imputato
Prima della camera di consiglio, Piersanti ha scelto di fare dichiarazioni spontanee. In aula, visibilmente commosso e piangendo, ha collegato l'insorgenza dei suoi disturbi a un evento specifico: la vaccinazione. Ha affermato di essere stato obbligato dall'azienda a sottoporsi al vaccino.
«Quando l'ho fatto ho cominciato a sentire aghi ovunque. Li sento ancora adesso», ha dichiarato l'uomo. Ha poi aggiunto: «Quel giorno avevo quattro palle di fuoco in gola, non riuscivo a respirare e ho chiesto aiuto a mia moglie. Lei mi aiutava in tutto e non riesco ancora a capire quello che ho fatto».
La procura, basandosi anche sulle perizie di un consulente che aveva ipotizzato un'incapacità parziale, aveva inizialmente proposto una pena di 9 anni e 4 mesi. La sentenza finale è stata significativamente più alta.
La vittima e i familiari
La vittima, Fernanda Di Nuzzo, era una maestra d'asilo. Dopo essere stata aggredita, aveva tentato una fuga disperata scendendo le scale della palazzina. Purtroppo, ha perso i sensi poco dopo ed è deceduta il giorno seguente in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.
La figlia della coppia, una ragazza di 24 anni affetta dalla sindrome di Down, viveva ancora in famiglia e ha assistito all'intera terribile scena. Anche il fratello maggiore era presente.
I figli della coppia si sono costituiti parte civile nel processo, assistiti dall'avvocato Maurizio Riverditi. In tribunale, è stata esposta la sofferenza psicologica patita da entrambi. La figlia ha ottenuto una provvisionale di 180mila euro, mentre al fratello sono stati riconosciuti 156mila euro.
La misura di sicurezza
I giudici hanno inoltre disposto che Pasquale Piersanti venga ricoverato in una Rems (residenza per l'esecuzione di misure di sicurezza). La permanenza minima prevista è di tre anni. Questa misura mira a garantire sia la sicurezza pubblica sia un percorso di cura per l'uomo.
Questa notizia riguarda anche: