Ambiente

Diga San Giuliano: perdite d'acqua critiche tra Matera e Miglionico

20 marzo 2026, 22:07 4 min di lettura
Diga San Giuliano: perdite d'acqua critiche tra Matera e Miglionico Immagine generata con AI Grottole
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L'associazione EHPA Basilicata segnala gravi perdite d'acqua dalla Diga di San Giuliano, interessando i territori di Matera, Grottole e Miglionico. La critica riguarda la mancata pulizia dei sedimenti e una gestione inefficiente delle risorse idriche.

Gestione inadeguata della Diga di San Giuliano

L'associazione EHPA Basilicata lancia un forte allarme. Denuncia la totale assenza di una programmazione efficace. La gestione dell'invaso di San Giuliano è al centro delle critiche. Questo bacino idrico è fondamentale per le aree di Matera, Grottole e Miglionico. La situazione attuale è preoccupante, soprattutto in un periodo di crescente crisi idrica.

Negli ultimi anni, la siccità ha colpito duramente. Sarebbe stato essenziale un coordinamento tra i comuni interessati. Anche la Regione Basilicata doveva essere coinvolta. L'obiettivo era avviare un piano strutturato. Questo piano doveva mirare alla pulizia dei sedimenti accumulati nell'invaso. Inoltre, era necessaria una gestione complessiva delle criticità legate alla presenza della diga.

La diga di San Giuliano presenta diversi bracci di immissione. Questi stanno causando notevoli disagi. Si verificano cadute di alberi pericolose sulle strade. Ci sono frequenti fenomeni di impantanamento. La viabilità rurale mostra segni di diffuso dissesto. Si notano anche evidenti situazioni di degrado ambientale.

Criticità ambientali e idriche nella zona

Questi problemi sono strettamente collegati. La causa principale è una gestione inadeguata del bacino. Anche i suoi immissari necessitano di cure costanti. Interventi di manutenzione e messa in sicurezza sono indispensabili. Solo così si possono garantire condizioni adeguate di fruibilità. La sicurezza del territorio è a rischio.

Le piogge recenti non devono ingannare. Non segnano la fine della crisi idrica. Anzi, rappresentano un chiaro segnale. Sono un monito a intervenire con urgenza. La manutenzione degli invasi regionali è prioritaria. Questo sarebbe stato il momento ideale per agire. Si poteva migliorare la gestione delle risorse idriche. Si poteva aumentare la resilienza del territorio.

Invece, ci troviamo in una situazione paradossale. È inaccettabile. L'acqua è un bene sempre più prezioso. Eppure, l'invaso di San Giuliano è costretto a riversare in mare una risorsa vitale. I portelli vengono aperti, sprecando acqua potabile. Questa condizione è già stata denunciata da altre realtà. La CIA due mari Taranto-Brindisi ha evidenziato una gestione inefficiente. Manca una visione strategica.

Domande urgenti alle istituzioni

EHPA Basilicata pone domande chiare. Si rivolge alle istituzioni competenti. Perché non è stato ancora attivato un piano di pulizia dei sedimenti? La diga di San Giuliano ne è piena. Perché, in un'epoca in cui l'acqua è essenziale, si continua a disperderla? Invece di valorizzarla e conservarla, la si spreca.

A rafforzare la denuncia interviene il Presidente di EHPA Basilicata. Si tratta di Scarabaggio. Egli critica l'uso improprio di un termine. Viene definito «superamento limite massimo». È falso affermare che l'invaso abbia raggiunto la sua capienza massima. Il limite non è dato solo dall'acqua. È fortemente ridotto dalla massiccia presenza di sedimenti.

Questo rende la situazione paradossale. È più semplice perdere immense quantità d'acqua. Basta aprire i portelli. È molto più difficile intervenire. La rimozione dei sedimenti dal bacino è complessa. Le amministrazioni che si sono succedute sono state inefficienti. La gestione degli invasi della Basilicata ne è la prova. Chiedono ai cittadini di risparmiare acqua. Non mettono in campo azioni concrete. Non aumentano le quantità immagazzinabili nei bacini.

Appello per interventi urgenti e lungimiranti

È necessario un intervento immediato. Serve responsabilità. Serve lungimiranza. Non possiamo più permetterci errori. Quando il cielo ci aiuta con le piogge, l'uomo vanifica questa opportunità. La gestione delle risorse idriche è un tema cruciale. La Basilicata deve affrontare questa sfida con serietà.

L'associazione sottolinea l'importanza di una visione a lungo termine. La manutenzione ordinaria e straordinaria è fondamentale. La pulizia dei sedimenti non è più rimandabile. Questo permetterebbe di aumentare la capacità di stoccaggio. Si garantirebbe una maggiore sicurezza idrica per i territori circostanti. La salute dell'ecosistema legato alla diga è in gioco.

La diga di San Giuliano è un'infrastruttura strategica. La sua corretta gestione impatta su diversi settori. L'agricoltura locale dipende dall'acqua. Anche l'approvvigionamento idrico per i centri abitati è cruciale. Ignorare questi problemi significa mettere a repentaglio il futuro della regione.

La denuncia di EHPA Basilicata è un invito all'azione. Si chiede alle istituzioni di prendere coscienza della gravità della situazione. È tempo di passare dalle parole ai fatti. Servono investimenti mirati. Serve una pianificazione seria. La tutela dell'acqua è una priorità assoluta. La regione Basilicata ha il potenziale per gestire al meglio le sue risorse. Manca però la volontà politica.

La capacità di stoccaggio della diga è compromessa. I sedimenti occupano uno spazio vitale. Questo riduce la quantità d'acqua utilizzabile. In caso di siccità prolungata, le conseguenze sarebbero disastrose. La regione si troverebbe in una situazione di emergenza. La gestione attuale non è sostenibile. È necessario un cambio di rotta radicale.

L'associazione ribadisce la necessità di un piano di gestione integrato. Questo piano dovrebbe considerare tutti gli aspetti. Dalla manutenzione alla valorizzazione delle risorse. Dalla prevenzione del dissesto idrogeologico alla sensibilizzazione dei cittadini. Solo un approccio olistico può garantire risultati duraturi. La comunità locale attende risposte concrete.

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