Cultura

Unesco: Italia candida presepe, Valpolicella e cibo alpino

19 marzo 2026, 18:31 5 min di lettura
Unesco: Italia candida presepe, Valpolicella e cibo alpino Immagine generata con AI Greccio
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L'Italia propone all'Unesco tre tesori culturali immateriali: la tradizione del presepe, l'arte dell'appassimento delle uve per il vino Valpolicella e il patrimonio alimentare delle Alpi. Queste candidature mirano a salvaguardare e valorizzare saperi e pratiche uniche.

Nuove candidature Unesco per l'Italia

La Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha approvato nuove proposte. Queste mirano a un riconoscimento internazionale. Su indicazione del Ministero della Cultura, tre elementi sono stati selezionati. Si tratta di candidature per il patrimonio culturale immateriale. L'obiettivo è tutelare tradizioni vitali.

Le proposte riguardano il presepe, l'appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino. Queste iniziative sottolineano la ricchezza culturale italiana. La decisione è stata comunicata tramite una nota ufficiale del Mic. L'Italia rafforza così il suo impegno per la salvaguardia del patrimonio.

Il presepe, arte e spiritualità italiana

La candidatura intitolata «Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l'arte di crearlo» celebra un'arte antica. Essa mette in risalto la creatività artistica e l'artigianato. Inoltre, valorizza la spiritualità popolare delle comunità. L'Associazione Italiana Amici del Presepio supporta attivamente l'iniziativa. Luoghi simbolo come Greccio e Assisi sono parte integrante del progetto. Questi siti hanno una profonda connessione con la tradizione.

Questa proposta italiana è un progetto congiunto. L'Italia ha coinvolto anche la Spagna e l'Uruguay. L'iniziativa assume un significato speciale. Quest'anno si celebrano gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi. La sua figura è strettamente legata alla nascita del presepe.

Il Ministro della Cultura, Giuli, ha sottolineato l'importanza del presepe. Lo ha definito «un elemento qualificante della identità culturale italiana». Ha aggiunto che è «un collante sociale per le nostre comunità». Inoltre, è una «testimonianza eccelsa dell'artigianato artistico tradizionale». La sua valorizzazione è fondamentale per la cultura nazionale.

Valpolicella: il rito dell'appassimento delle uve

La candidatura nazionale «Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella» descrive una pratica enologica unica. Essa racconta la tradizione dell'appassimento delle uve. Questo processo è cruciale per la produzione di vini rinomati. Il dossier evidenzia il legame profondo tra comunità, paesaggio e cultura produttiva. La Valpolicella è un territorio dove questa tradizione è radicata.

Il progetto è destinato alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale. È il risultato di una stretta collaborazione. Hanno partecipato Snodar, il Consorzio dei vini della Valpolicella e diverse istituzioni accademiche. Questa sinergia garantisce la completezza e la solidità della candidatura. La regione Veneto, e in particolare la zona della Valpolicella, è il cuore di questa tradizione.

L'appassimento delle uve è un metodo antico. Richiede cura, pazienza e conoscenza. Le uve vengono lasciate riposare per un periodo prolungato. Questo concentra zuccheri e aromi. Il risultato sono vini corposi e complessi. La candidatura mira a preservare questo sapere ancestrale.

Patrimonio alimentare alpino: un modello di cooperazione

L'Italia partecipa anche a una candidatura multinazionale. Si tratta di «Patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità». Questa iniziativa è coordinata dalla Svizzera. Vi partecipano anche Francia e Slovenia. L'Italia apporta il suo contributo con le sue tradizioni alpine.

L'obiettivo è l'iscrizione al Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia. Questo registro seleziona progetti esemplari. Essi dimostrano come proteggere e trasmettere saperi tradizionali. L'iniziativa raccoglie pratiche alimentari tradizionali delle comunità alpine. Queste pratiche sono parte integrante dell'identità di queste regioni.

Il progetto rappresenta un modello virtuoso di collaborazione internazionale. La cooperazione è fondamentale per la tutela dei saperi locali. Le comunità alpine condividono sfide e soluzioni. La salvaguardia di queste tradizioni garantisce la trasmissione alle future generazioni. L'alimentazione alpina è un patrimonio di inestimabile valore.

Il contesto Unesco e le candidature italiane

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha lo scopo di promuovere la pace attraverso l'educazione, la scienza e la cultura. Il Patrimonio Culturale Immateriale comprende pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e abilità. Queste sono riconosciute dalle comunità come parte del loro patrimonio culturale. L'Italia vanta già numerosi siti e tradizioni riconosciute dall'Unesco.

Le candidature presentate oggi si aggiungono a un elenco già nutrito. Il presepe, in particolare, ha una lunga storia in Italia. Le prime rappresentazioni risalgono al Medioevo. La tradizione si è poi evoluta, assumendo forme artistiche diverse. La regione Campania è particolarmente nota per le sue botteghe artigiane di presepi. La figura di San Francesco è considerata fondamentale per la sua diffusione.

La Valpolicella è una zona vinicola storica. Si trova nella provincia di Verona, in Veneto. Il suo vino rosso, prodotto da uve appassite, è famoso in tutto il mondo. La tecnica dell'appassimento è un segreto gelosamente custodito. Essa richiede condizioni climatiche specifiche e un'attenta gestione delle uve. Il legame con il territorio è fortissimo.

Il patrimonio alimentare alpino abbraccia una vasta gamma di prodotti e pratiche. Dalla stagionatura dei formaggi alla conservazione delle carni, passando per l'uso di erbe spontanee. Queste tradizioni sono legate alla sopravvivenza e all'adattamento in ambienti montani. La collaborazione internazionale è essenziale per condividere esperienze e rafforzare le strategie di conservazione.

La decisione finale sull'iscrizione spetta ai comitati dell'Unesco. Le candidature italiane hanno solide basi. Esse rappresentano la diversità e la profondità della cultura italiana. La salvaguardia di queste tradizioni è un impegno per il futuro. L'obiettivo è mantenere vive le espressioni culturali che definiscono l'identità di un popolo.

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